Il blog che promuove la filosofia del portare i neonati e i bambini come piccoli marsupiali.....e...molto altro...


Sul blog di mamma canguro potete lasciare i vostri commenti e suggerimenti...anzi siete invitati a farlo. Il vostro contributo può essere d'aiuto ad altri e sicuramente aiuta a sviluppare il confronto tra genitori su temi che riguardano i nostri figli ma anche noi stessi!! Buona lettura!!



Nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove .
Infinite cose accadono per aiutarla,
cose che altrimenti non sarebbero mai avvenute....
Qualunque cosa tu possa fare o sognare di poter fare, cominciala.
L'audacia ha in sè genio, potere e magia.
Cominciala adesso.

W. Goethe


Chi lavora con le sue mani è un lavoratore.
Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano.
Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un'artista.

San Francesco d'Assisi

domenica 26 gennaio 2014

Portare i piccoli all'interno del nido. La testimonianza di un'educatrice.

Riporto la testimonianza di un'educatrice di nido, Paola, rispetto all'uso dei supporti per portare i piccoli all'interno dei nidi.

“Immagino che qui non possiate usare la fascia”, mi chiede una mamma avendo quasi timore della risposta, 

“noi la usiamo, crediamo nella relazione ad alto contatto e nel portare i piccoli”, fu la risposta accolta con un sorriso.

“Noi” siamo un nido che nasce nel cuore del centro di Bergamo, un nido che dopo diverse riflessioni a livello educativo ha deciso di utilizzare e promuovere il “portare i piccoli”.

Spesso i genitori trovano una porta chiusa alla richiesta del portare, alcuni nidi ed educatori, credono che all’interno di una struttura educativa, non si possa o non si riesca a farlo. Questa invece è la mia esperienza.

Mi chiamo Paola, sono un’educatrice di nido da sei anni. Mentre scrivo ho le mani libere perché indosso la fascia lunga e al suo interno si è addormentato un bambino di cinque mesi.

Abbiamo finito da pochi giorni il periodo di ambientamento qui al nido. Come educatrice credo che la fascia sia un ottimo strumento da utilizzare. In stanza devo dedicare la mia attenzione a diversi bambini ed essendo con i bambini piccolissimi (meno di dodici mesi), il contatto fisico è molto importante.

È fondamentale, a mio parere, che gli educatori rispondano al bisogno dei bambini di essere tenuti in braccio, di essere accolti nei momenti più carichi emotivamente della giornata come ad esempio il momento del saluto, quando i genitori affidano i loro bambini a noi e quando il bambino ha bisogno di lasciarsi andare al sonno, ma ancora non conosce bene il nuovo spazio nido.

Accogliere e soddisfare un bisogno quindi non solo da un punto di vista verbale, ma soprattutto fisico, questo perché per i bambini la comunicazione non verbale ha maggiore valenza rispetto a quella verbale.

La fascia permette così a noi educatori di accogliere questi bisogni e avere comunque le mani libere per le richieste di altri bambini. Essere educatrice non significa suddividere le proprie attenzioni verso i diversi bambini, ma cercare di rispondere nel modo più efficace a ciascuna.

Portare, attraverso diversi strumenti come il mei tai, la fascia lunga, la fascia ad anelli, permette di far nascere una relazione con il bambino che con il tempo si trasformerà in un rapporto di fiducia. 

Per un bambino l’esperienza nido è un passaggio carico di emozioni ed essere a “con-tatto” con la persona che si prende cura di te, non solo aiuta il piccolo a sentirsi accolto, ma permette all’educatore di osservare ed essere tempestivo alle richieste fatte.

Inoltre spesso i bambini che arrivano al nido hanno già potuto sperimentare, questo tipo di relazione ad alto contatto, con i loro genitori e continuare l’esperienza del “portare” li rassicura ancora di più.

Sarà poi compito della figura di riferimento trovare una modalità per accompagnare il bambino a costruire una maggiore autonomia, che non vuol dire rinunciare al portare, ma trovare una mediazione, un passaggio verso il “poter camminare sorretti dalle proprie gambe”.

Come portiamo, come siamo portati, condiziona la percezione del nostro corpo, essere accolti in un caldo abbraccio rassicura e aiuta ad affrontare le proprie fatiche. Il con-tatto fisico accompagna il bambino all’interno del grembo materno, è la prima forma di relazione che conosce, la prima che gli permettere di essere attore attivo nello scambio relazionale.

Si può, si può utilizzare la fascia in un nido, è un importante strumento che l’educatore può utilizzare aiutando il bambino a riconoscere le proprie competenze e abilità.

“Un bambino ascoltato, è un bambino che in futuro saprà ridare questa esperienza agli altri, rimettendo in circolo l’amore che gli è stato donato”.  



Paola, nido Valsecchi di Bergamo.

2 commenti:

  1. Ciao a tutte carissime mamme,
    io sono Paola educatrice in un nido nella rpovincia di bergamo e temporaneamente a casa in maternità.
    volevo anche io parlarvi dell'esperienza avuta sul posto di lavoro con la fascia più precisamente col mei tai.
    Ho scoperto questo "mondo" tramite la mia collega, già madre di un bambino, e devo dire che è uno degli approcci più naturali e belli che io abbia mai provato con i piccoli con cui passo la mia giornata.
    risponde esattamente al bisogno naturale e primario che un piccolo ha di contatto con la mamma e noi educatrici dobbiamo infondere nel bimbo quella fiducia e serenità di cui ha bisogno per condividere con noi e con gli altri i suoi piccoli e grandi passi di crescita.
    La filosofia del nido dove lavoro parte proprio dal rispondere sempre al bisogno di fisicità del bambino e anche col mei tai si riesce a garantire tutto questo, riuscendo a dedicarsi completamente e in piena libertà anche agli altri piccoli.
    sicuramente utilizzerò il mei tai anche col mio piccolo perchè la mia esperienza vissuta mi ha dimostrato che aiuta sia il piccolo che la sua mamma non creando quelle dipendenze che tutti temono ma saldando proprio quel legame di stabilità e fiducia che si vuole curare.
    Certo questo è il primo passo poi c'è tutta un'evoluzione che si vive col piccolo, ma è bene che prima si sia creata quella fiducia di cui lui ha bisogno per sentirsi in un luogo sicuro e accogliente, dove si senta libero di vivere le sue prime esperienze e dove possa condividere i momenti e i giochi con altri bimbi.
    Grazie mille e forza mamme!!!
    Paola

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Paola per la tua testimonianza :-)

      Elimina