Il blog che promuove la filosofia del portare i neonati e i bambini come piccoli marsupiali.....e...molto altro...


Sul blog di mamma canguro potete lasciare i vostri commenti e suggerimenti...anzi siete invitati a farlo. Il vostro contributo può essere d'aiuto ad altri e sicuramente aiuta a sviluppare il confronto tra genitori su temi che riguardano i nostri figli ma anche noi stessi!! Buona lettura!!



Nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove .
Infinite cose accadono per aiutarla,
cose che altrimenti non sarebbero mai avvenute....
Qualunque cosa tu possa fare o sognare di poter fare, cominciala.
L'audacia ha in sè genio, potere e magia.
Cominciala adesso.

W. Goethe


Chi lavora con le sue mani è un lavoratore.
Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano.
Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un'artista.

San Francesco d'Assisi

sabato 10 luglio 2010

Abbasso le carrozzine di Lucio Piermarini


Riporto l'articolo di Piermarini, autore di "Io mi svezzo da solo", apparso sul numero 3 di maggio-giugno 2008 di UPPA, Un Pediatra per Amico, di cui avevo già parlato in un precedente post.

Il titolo è significativo!!!



“Sì, e poi, dopo, dove li mettiamo i bambini? Ce li porta a spasso il pediatra ipercritico di UPPA?” Calma, calma. Andiamo per ordine. Chi ha detto di eliminarle, ho solo detto “abbasso!”, cioè non mi attirano, non mi convincono, non le acquisterei e sì, ad essere sincero, le eliminerei. E poi ho parlato di carrozzine, non di qualunque mezzo di trasporto per bambini, solo carrozzine, quegli aggeggi monumentali, che potete parcheggiare solo in un hangar, sempre che abbiate un aeroporto nelle vicinanze, e che, se volete trasportarla, vi serve una limousine o, se non ve la potete permettere, un furgone. Ma ce la vedete una carrozzina, così elegante e signorilmente rifinita in un furgone? No, no, facciamo uno sforzino e prendiamo una via di mezzo, una bella auto nuova maxi bagagliaio, un SUV sarebbe il massimo, che fa pure tanto fico, e poi ci starebbero comodi anche altri bambini,”Come altri bambini! Va bene il SUV, ma intanto teniamoci questo e vediamo, che per il secondo c’è tempo, e che diamine!” Giusto, ma questa è un`altra storia. Poi mica tanto un’altra storia, a pensarci bene. Il secondo figlio non si fa perché fa fatica tirarlo su, non su da terra ma nel senso di stargli dietro, dedicargli tempo, coccolarlo, preoccuparsene, e poi oggi il secondo figlio lo fanno in pochi. Analogamente la carrozzina fa risparmiare fatica alla mamma, già stressata di suo, proprio perché neomamma, e poi oggi una carrozzina la comprano tutti.



Ma ve lo siete mai chiesto a cosa serve veramente una carrozzina? Forse che un neonato pesa così tanto da aver bisogno di una carriola per essere trasportato? Perché di un neonato parliamo, e di lattanti fino a tre quattro mesi. Quindi pesi da tre a sei, sette chilogrammi. Vi sembra tanto? Uno studente di scuola elementare si carica ben di più sulle spalle. “Ma che c’entra il peso! Nella carrozzina sta più comodo. Non prende correnti d’aria e la spina dorsale non si accartoccia come se fosse ancora dentro la pancia” Già appunto, c’è stato due tre mesi in quella posizione, felice come una pasqua, perché dovrebbe essere più contento tutto srotolato? State tranquille, che se sé ne sta rannicchiato addosso a voi la sua schiena non corre alcun pericolo.Ci si dimentica tropo facilmente, o meglio, ve lo hanno fatto dimenticare, che il posto più naturale e confacente per un neonato o un lattante di pochi mesi è il corpo della sua mamma, fatto apposta per contenerlo, riscaldarlo e rassicurarlo. Piazzarlo da solo in una carrozzina è come per noi, invece di risvegliarci al mattino accolti dalle nostre care, vecchie cose di pessimo gusto, aprire gli occhi su un bianco, muto soffitto, stretti fra quattro pareti altrettanto bianche e mute, e ovviamente incapaci di qualunque iniziativa se non urlare a squarciagola per il terrore. O no? Cosa pensate che si aspetti un bambino fresco di questo mondo di giorni, settimane o mesi , se non la rassicurante vicinanza della sua mamma? Lui si aspetta di essere preso e protetto da una figura materna, che ci sarà qualcuno ad accoglierlo quando nasce, tanto che, se si ha il buon gusto di lasciarlo dove l’Onnipotente ha comandato, nel giro di pochi minuti comincia a cercare finché non si attacca al seno e, dopo una rassicurante ciucciata, si addormenta felice, anzi, si addormentano felici, lui e la sua mamma. Rompere l’incantesimo significa far credere che il bambino pesi, in tutti i sensi, debba quindi essere tenuto a bada, e prendeteli da piccoli se no, dopo, è troppo tardi. Niente di più falso. C’è un tempo per le coccole e c’è un tempo per i paletti. Non che siano perfettamente distinti ma, certamente, nei primi mesi saranno quasi tutte coccole, ed è quello che anche la mamma vuole, successivamente inizieranno i paletti, ed è quello che anche la mamma vuole, ma quando lo decide lei, e non la fabbrica di carrozzine.



“E allora che dobbiamo fare?” Ovviamente e sempre, quello che preferite. E se non vi sembra insensato quanto ci siamo detti, potete provare, visto che non nuoce, invece che a trasportare, a portare i bambini. Braccia, marsupi, fasce, come più vi aggrada e giudichiate conveniente. Chi lo ha fatto ve lo garantisce; è tutta un`altra cosa.

venerdì 9 luglio 2010

Allattamento difficoltoso e babywearing


Oggi si conclude l'iniziativa dedicata a "Io allatto alla luce del sole".




Nel post Allattare alla luce del sole e babywearing e A proposito di allattare alla luce del sole, avevo parlato della mia esperienza di babywearing e allattamento. Avevo anche accennato ai vantaggi che offre portare un neonato nella fascia, soprattutto in caso di difficoltà di allattamento.




A questo proposito, riporto alcuni passaggi tratti dal numero 95 di Mamma a Mamma, la rivista trimestrale della Leche Leaugue. Questo numero dedica infatti una sezione a "Aumentare la produzione di latte". Fra i vari suggerimenti che vengono proposti c'è anche...indovinate un pò??!?!..Il contatto pelle a pelle.


Sarah Cereghini, che ha curato l'articolo, scrive:

"Un maggior contatto corporeo pelle a pelle è di conforto sia alla mamma che al bambino, favrendo una migliore intimità e stimolando il piccolo a poppare più di frequente e la mamma a produrre e rilasciare latte."

"L'uso di una fascia può essere utile per tenere il bimbo il più possibile a contatto con te durante la giornata: questo gli farà ritrovare interesse per il seno, e cercherà di attaccarsi più spesso. Avendolo addosso anche per te sarà più semplice offrire il seno tutte le volte che lui mostrerà di desiderarlo."

"Ponendo il tuo piccolo nella fascia, nello spazio tra i tuoi seni, creerai per lui un ambiente estremamente confortevole, dove gli sarà più facile stabilizzare le prorpie funzioni vitali (respiro, temperatura e glicemia)."

"...piangerà meno, evitando di sprecare energie ma conservandole per crescere, e poi chiederà il seno più frequentemente; è stato anche dimostrato che gli stimoli sensoriali che il tuo cucciolo ti dà, stando contatto pelle a pelle con te, vanno ad aumentare la tua produzione di latte"









venerdì 2 luglio 2010

Pannolini, caldo, irritazioni, EC


Con il caldo degli ultimi giorni, nonostante i pannolini lavabili, ad Alessandro sono venuti un sacco di puntini rossi e irritazione sul petto, sotto il collo e nella zona pannolino!


Lui, già normalmente suda moltissimo, in particolare la testa. In questi giorni di caldo afoso, ho deciso, almeno quando siamo a casa o dalla nonna, di lasciarlo senza pannolino.


Ormai la cacca la fa ad orari abbastanza regolari e poi lancia dei segnali chiarissimi: di solito si apparta, si aggrappa a qualcosa e...diventa tutto rosso! Per cui basterebbe osservarlo e portalo sul water.


Per la pipi proverò a metterlo sul water o nella vasca con acqua corrente: di solito la fa. E se prorpio farà qualche pisciatina in giro...la pulirò.

In fondo ne ho pulite tante di cane e gatto quando erano cuccioli, perchè non farlo per un bimbo in modo che possa sentirsi più libero, e soprattutto permettere alla sua pele di respirare ed essere più fresco?!!


Se desideri maggiori info sulla pratica dell'EC, elimination communication, clicca qui oppure prova a sfogliare "Senza pannolino. Come educare i neonati al vasino sin di primi mesi di vita" di Laurie Boucke, Terra Nuova edizioni

mercoledì 30 giugno 2010

Il massaggio infantile


Il contatto è uno dei bisogni primari del neonato.
La pelle è l'organo di senso più esteso ed il primo a formarsi in utero.
Quale miglior pratica del portare e del massaggio per rispondere a questo bisogno?
Il massaggio infantile,così come il portare, offre al genitore un ulteriore strumento di relazione per entrare in contatto con il neonato.
Il massaggio consente di prestare attenzione ai segnali del bambino e contribuisce a creare quel legame di attaccamento, bonding, così importante per lo sviluppo psico-fisico del bambino.

Ritagliarsi un momento della giornata per fare un massaggio al proprio bimbo, ha un effetto benefico e calmante sia sul genitore che sul bambino. E' un momento vostro, esclusivo, di contatto, di gioco, di coccole, di rilassamento, di tranquillità. Anche il papà può sperimentare questa piacevole esperienza.

Il massaggio del bambino non è una tecnica, ma un modo di stare con lui, un modo di creare un legame, di comunicare con lui.

Può essere utilizzato fin dai primi gg di vita del bambino e accompagnarlo nella sua crescita.

L' A.I.M.I., l'associazione italiana di massaggio infantile, forma insegnati qualificati che mostrano, attraverso incontri sia di gruppo che individuali, le sequenze per massaggiare i bimbi, spiegano i benefici del massaggio, offrono ai genitori uno strumento di relazione e li supportano nel processo di attaccamento al bambino. Frequentare un corso A.I.M.I. è anche un modo per incontrare altri genitori e confrontarsi con loro.
Se vuoi conoscere l'insegnante più vicino a te clicca qui
Se hai un'amica che aspetta un bimbo, puoi pensare ad un regalo alternativo e sicuramente gradito!! Un corso di massaggio infantile è un regalo sia per in neonato che per il genitore!
Per approfondimenti:
V. Mclure, Il massaggio al bambino, messaggio d'amore, Bonomi Editore
A. Montagu, Il linguaggio della pelle, Vallardi Editore
N. Autton, Parlare non basta. L'importanza del contatto e della vicinanza nelle relazioni di cura, EDT editore.
Se vuoi conoscere il programma specifico di un corso di massaggio infantile A.I.M.I. manda una mail a serenapir@yahoo.it oppure collegati a www.aimionline.it



martedì 29 giugno 2010

A proposito di "allattare alla luce del sole"











Ecco alcune foto: qui più che "allattare alla luce del sole".....è allattare SOTTO il sole!!!


Per quanto riguarda "allattare e babywearing", le due pratiche vanno a braccetto: soprattutto in caso di problemi di avvio di un buon allattamento, portare il proprio bimbo a contatto con il prorpio corpo, aiuta i bimbi sonnolenti, che crescono poco, a trovare il seno a portata di bocca. Ciò agevola e aiuta il compito della mamma: il bimbo se portato sul petto, cerca spontaneamente il capezzolo e anche se piccolissimo è in grado di attaccarsi grazie al suo istinto di suzione.

Allattare alla luce del sole e babywearing






Carnival mondiale dell'allattamento alla luce del sole dal 5 al 9 luglio


Dopo l'iniziativa di Genitori Channel, semplicemente ciuccio, dove potete trovare le immagini di tante mamme che allattano in pubblico, parte il "carnival" mondiale dell'allattamento alla luce del sole!


Tra i vari temi, c'è anche quello dell'allattamento collegato al babywearing!


Uno dei vantaggi di portare in fascia o con mei tai, è proprio quello di poter allattare comodamente ovunque.




"Allattare portando" permette alle mamme di sentirsi libere di allattare in qualsiasi luogo, e per le mamme che si fanno problemi ad allattare in pubblico, il mei tai o la fascia le protegge da sguardi indiscreti: infatti bastano pochi accorgimenti per poter allattare all'interno di fascia o mei tai senza che nessuno se ne accorga.



In più, portando il bambino e allattandolo a richiesta, non si è vincolati ai suoi orari: la mamma è libera di uscire quando vuole, sicura del fatto che, nel caso il suo bimbo abbia fame, potrà allattarlo anche al supermercato mentre fa la spesa, al parco mentre passeggia, al ristorante mentre si gode la cena!



Portare e allattare a richiesta offrono entrambi grande libertà alla mamma: libertà di movimento, libertà di spazi, libertà di uscire di casa e non isolarsi! In piu', soddisfano i bisogni dei bimbi rendendoli più tranquilli e meno irritabili! e noi di conseguenza, ci sentiamo più sicure, più adeguate a capire i segnali del nostro bambino.


E' possibile allattare comodamente anche camminando. Il mio bimbo, per esempio, essendo ormai grandicello (11mesi), quando lo porto nel mei tai, si serve da solo! Al mare, passeggiavo in spiaggia per farlo addormentare: lui nella fascia seduto sul mio fianco e attaccato al seno!


Portando, si può allattare fuori casa anche in inverno con temperature rigide: basta mettere il bimbo a contatto con il nostro corpo, sotto la nastra giacca !


"Allattare e portare", per quella che è la mia esperienza personale, ha trasformato i primi difficili mesi di conoscenza reciproca, di fatiche di adattamento, in un percorso di innamoramento, di soddisfazione dei bisogni sia miei che del mio cucciolo. Ha veramente alleggerito il carico di lavoro non solo fisico, ma sopratutto mentale, che l'arrivo di un bimbo, sopratutto se è il primo, comporta. Ed è proprio da queste considerazioni che è nata la mia idea di incontrare altre mamme e condividere con loro la mia esperienza sul portare: nella speranza che anche loro potessero apprezzarne i benefici e vivere la maternità più serenamente, come è successo a me.



Allattare è un gesto talmente naturale, carico di significati positivi, così tenero e dolce, che non c'è nulla di più bello che vedere una mamma che allatta alla luce del sole il suo bimbo: regala a chi la guarda un tenero sorriso.


Non nascondiamoci, non vergognamoci di allattare in pubblico anche i bimbi più grandi.


Se avete esperienze da raccontare, se volete lasciare un vostro commento, potete collegarvi al blog di Fiammetta



Se volete altre info sull'iniziativa, collegatevi a Genitori Channel



martedì 22 giugno 2010

Una bella passeggiata nel bosco

Ecco ancora un utilizzo del mei tai: lunghe passeggiate nel bosco! Sicuramente più comodo dei tradizionali zaini,che già di per sè sono pesanti.

Il mei tai pesa pochissimo e una volta piegato occupa pochissimo spazio!




Nelle calde (si spera) giornate estive, una bella passeggiata rinfrescante nel bosco, con il proprio bimbo sulla schiena, è un bel modo di passare un pomeriggio...magari in compagnia di altre mamme!

sabato 12 giugno 2010

La comodità di portare in spiaggia


Portare, oltre ai benefici di carattere emotivo, di relazione, fisici, economici, offre innumerovoli vantaggi di tipo pratico!
Non da ultimo, la comodità di portare in spiaggia! Carichi di borse, salviettoni, ombrelloni, palette e secchiello, poter avere le mani libere è indispensabile.
In più, con fascia o mei tai, si possono fare delle belle passeggiate in spiaggia, senza spaccarsi braccia e schiena.
Si possono raggiungere luoghi che difficilmente con il passeggino si potrebbero vedere!
E per finire, anche il papà in vacanza si gode il suo bimbo a 360°!!!

lunedì 7 giugno 2010

Per portare basta un pareo


Ecco come è possibile portare anche con un semplice pareo! Comodissimo da usare in spiagga o in caso abbiate dimenticato fascia o mei tai. E' molto semplice: basta fare un nodo e portare il bimbo sul fianco!


Per i bimbi più piccoli è sufficiente anche una pashimina per portarli nella posizione della culla.



Negli Stati Uniti, i portatori piu' esperti, portano infatti tramite SPOC (simple piece of cloth).



Un semplice pezzo di stoffa, come un pareo, ci può aiutare a gestire anche bimbi piu' grandicelli, che magari, in spiaggia si sono stufati di camminare: è sicuramente più comodo portarli su un fianco che in braccio!

giovedì 3 giugno 2010

Colloquio d'autore: Umberto Galimberti incontra Giuliana Mieli

Riporto questo video i cui protagonisti sono Umberto Galimberti, di cui ho parlato a proposito del libro "I miti del nostro tempo", e Giuliana Mieli, autrice di "Il bambino non è un elettrodomestico"

giovedì 20 maggio 2010

Il valore della maternità


Riporto un bellissimo articolo di Alessandra Bortolotti a cura della redazione de Il Bambino Naturale


Il valore della maternità

"In nome del padre":
inaugura il segno della croce.
In nome della madre
S'inaugura la vita.

Erri De Luca (1)

Dal valore dato alla maternità e alla nascita dipende il futuro dell'umanità.

La maternità è un patrimonio infinitamente sottovalutato in nome di un'apparente civilizzazione basata sulla cultura e sulla scienza.

In realtà, le discipline scientifiche che più ci possono aiutare a capire come stanno le cose sono, a mio avviso, l'antropologia e la genetica.

Quasi ogni donna, infatti, in ogni angolo della Terra, indipendentemente dallo stato sociale e dalla cultura a cui appartiene, è predeterminata ed ha il potere di creare, consegnare al mondo e nutrire una nuova vita.

Maternità è vita.

Vita in sé e per sé, oltre le barriere culturali, sociali, politiche, religiose ed economiche. Non c'è nessun altro aspetto così pregnante che fa parte di ogni donna già alla sua nascita e che la accompagna per tutta la vita.

Una mamma è apertura, istinto, calore, nutrimento, liquido caldo e profumato che prima avvolge e poi nutre di sostanza e d'affetto; è disponibilità, spazio, contenimento, elasticità e flessibilità, rifugio sicuro, trampolino verso la vita a cui fare ritorno in caso di difficoltà: una base sicura dalla quale sperimentare, già nel grembo e ancora prima di nascere, l'affettività e la relazione con l'altro.

Il valore della maternità sta anche nell'utero e nel seno, spazi vitali, parte di ogni donna che possono accogliere una nuova vita dandole nutrimento e calore prima e dopo la nascita.

Che responsabilità hanno le mamme! E che potere...........

Maternità dovrebbe anche fare rima con semplicità, ma non è proprio così scontato. In una società come la nostra abbiamo perso di vista tutto quanto detto finora, poiché, senza saperlo, le madri sono troppo spesso addestrate a delegare all'esterno il loro ruolo: esperti, giornali, libri, corsi che le indottrinano senza ascoltarle e sostenerle nella propria individualità.

Ci troviamo in un'epoca di globalizzazione di tutto, anche delle madri. Sembra che le mamme debbano scegliere metodi e non sentire e seguire il proprio istinto. Sembra che debbano avere doveri ma non diritti, né bisogni. Sembra che il valore intrinseco che ogni donna e ogni nascita portano con sé non interessi più, o ancora peggio, non serva a nessuno. Sembra che la sicurezza sia garantita solo dalla delega all'esterno.

A volte è realmente necessario delegare, ma non sempre! Se l'Italia è il primo Paese in Europa per il numero di cesarei, se spesso nelle cartelle cliniche non se ne riporta neanche il motivo, non possiamo far finta che ognuno di quei cesarei sia stato indispensabile! Di sicuro, il cesareo non è sempre sinonimo di sicurezza.

Gli effetti di questo equivoco sono davanti agli occhi di tutti, eppure si preferisce non accettare che ci siamo sbagliati.

Hanno fatto credere alle madri che portare la nascita in ospedale rappresentasse un miglioramento senza alcun costo a livello della propria indipendenza nella gestione del parto, in nome di civiltà e di sicurezza. L'esempio dell'Olanda in cui il 30% dei parti avviene a domicilio (pure con rimborso statale, poiché ovviamente vantaggioso anche per le casse dello Stato) in massima sicurezza e nel rispetto della volontà delle donne che lo scelgono ci deve almeno far riflettere.

Braibanti (2) diceva che non sono le donne che si devono piegare alle istituzioni ma l'inverso.
Questo ha permesso che le madri delegassero il parto e che ora non pensino più di poter scegliere.

Hanno introdotto massivamente il latte artificiale come emancipazione della donna che così poteva liberarsi dagli "impegni" dell'allattamento, senza considerarne il valore relazionale.

Questo ha permesso che le madri delegassero il nutrimento dei loro figli, anche quello affettivo. Poi però ci si stupisce dell'aumento delle patologie affettive negli adolescenti: bullismo, anoressia, dipendenze da farmaci e alcool.

Hanno fatto credere alle donne che potessero evitare il dolore del parto come si evita un ostacolo per strada. Che fosse un loro diritto. Che fosse un aspetto annullabile farmacologicamente senza conseguenze.

Questo ha permesso che le madri pensassero di poter decidere diversamente a ciò che la natura ha già scelto per loro, incuranti degli ormoni e degli esiti di tali pratiche sia su di sé che sul bambino. Spesso le mamme non sono informate a sufficienza su questi aspetti.

Nel nostro Paese non ci sono leggi che permettono alle madri che lo desiderano di stare coi loro bambini almeno per i primi tre anni. Anzi nel nostro governo c'è chi pensa che il congedo di maternità sia un privilegio. Questo è vero se la logica è quella della produttività materiale e della normalità della separazione madre-bambino.

Certo che bisogna arrivare a fine mese, ma siamo proprio sicuri che i bisogni dei bambini siano così trascurabili? E che tutto quello che consumiamo e acquistiamo sia così necessario? Nelle culture del mondo dove le cure prossimali, cioè quelle che prevedono la vicinanza della madre al suo bambino, sono la normalità, gli adulti sono meno aggressivi e più sicuri di sé. Quindi, forse, può valere la pena rivalutare le nostre priorità sociali.

In fondo, cosa sono tre anni se considerati nell'arco di una vita intera? E guarda caso, la letteratura psicologica ci informa su come i primi anni di un bambino siano fondamentali per una sana crescita affettiva e relazionale.

Hanno sbagliato, soprattutto, a fare della maternità e della nascita una materia manageriale, un business che arricchisce le tasche di molti ed impoverisce l'umanità e la capacità di amare di tutti.

Maternità è capacità d'amare a partire dall'istinto. Ma l'istinto materno non è un'entità astratta che si ha o non si ha.. è attivabile, sostenibile e può evolversi. Casomai bisogna interrogarsi su cosa gli impedisce di emergere.

Ormai, una madre rischia di non guardare più il proprio bambino per capire se ha fame, sonno o freddo, perché sul mercato c'è sempre un attrezzo o una persona che la sostituisce: il libro con il metodo per far dormire i bambini, il dispositivo che decifra il pianto del bambino e ti dice cosa fare, il latte artificiale per tutti e ultimamente anche il libro che definisce i neonati maleducati (3), cosicché i genitori si sentano da subito inadeguati se non domano i loro figli, in dovere di non sentire ma di fare qualcosa per non viziare.

Se scorriamo gli scaffali delle librerie sembra che essere genitori sia diventato un ring di pugilato più che un rapporto basato sull'affettività! Ecco qualche titolo: "Manuale di sopravvivenza per neomamme", "Ero una brava mamma prima di avere dei figli", "Fai la nanna bastardo" e la lista potrebbe continuare a lungo.

Ma il bambino non è un elettrodomestico (4) che si accende e si spenge a piacimento del genitore! Non è una macchina da impostare come certe associazioni o format televisivi vogliono farci credere! Una cosa è avere un aiuto con i bambini, un'altra è delegare in toto il ruolo genitoriale verso l'esterno.

Essere madre significa, a mio parere, più saper essere che saper fare. A cominciare dal parto. Non esiste corso o libro che possa insegnare alla madre a partorire, né che le dica quando o come inizierà e si svolgerà il suo parto, quel parto!

Le madri per essere ciò che la natura ha selezionato da migliaia di anni non hanno bisogno di tanta cultura e di tante parole; non hanno bisogno di metodi uguali per tutti che ne annullino l'individualità; non hanno bisogno di chiedere l'autorizzazione agli esperti su cosa fare col proprio corpo e con il bambino.

Hanno bisogno di essere libere di scegliere e di essere informate correttamente. Hanno bisogno di un'assistenza diversa da quella che oggi sembra normale.

Michel Odent (5), in tutte le sue magistrali opere, afferma che il parto e l'allattamento, in quanto parti della vita sessuale di una donna, necessitano delle stesse condizioni in cui avviene l'incontro con il partner: intimità, calore, silenzio, non sentirsi osservate, non avere fretta. In altre parole, individualità, spazio e tempo intesi in maniera imprevedibile e non circoscrivibili da limiti stabiliti da altri.

L'ignoto del parto spesso spaventa e autorizza ad aderire a spiegazioni e deleghe che sembrano risolvere, programmare e prevedere tutto. Odent, più di trenta anni fa, nel suo ospedale vicino a Parigi, aveva tassi di cesarei bassissimi e pratiche di nascita che, ancor oggi, da noi paiono impossibili!

Perciò, se siamo disposti a cambiare le nostre modalità assistenziali, le donne avranno possibilità diverse. Spesso le mamme ignorano l'esistenza di figure professionali quali le consulenti IBCLC di allattamento o le doule, perché non c'è interesse sociale, economico e culturale a diffonderne le attività.

Penso che le donne siano vittime del sistema e che non siano sufficientemente informate sulla fisiologia del periodo primale (quello che va dal concepimento al primo anno del bambino), né sulla propria libertà di scelta nell'assistenza al parto. Una cosa è scegliere di delegare in consapevolezza, un'altra è non conoscere alternative.

Maternità è anche fiducia nelle proprie sensazioni, ascolto di sé, sensibilità, libertà di movimento, regressione per sintonizzarsi meglio su di sé e sul bambino, per poi aprirsi insieme al mondo ed alla vita.

Significa anche fare i conti con il proprio passato di bambina. I bambini stessi sono specchi con i quali confrontarci. Spesso le loro difficoltà sono le nostre vissute da piccoli che ritornano. Spesso è difficile sopportare il pianto dei nostri figli e ci prende lo sconforto. Tutto questo è normale! Diciamolo!

Non esiste la mamma perfetta, o quella di serie A o B. Siamo persone! Fatte di sentimenti, gioie, paure, dubbi, difficoltà... Siamo esseri umani, non macchine da parto o da latte. Spesso ci sentiamo sole, abbiamo bisogno di sostegno anche per essere madri migliori e stare più serenamente con i nostri figli.

Le donne devono sapere che hanno un corredo ormonale potentissimo che le aiuterà e le condizionerà in ogni fase della loro vita sessuale, anche in base alle proprie esperienze passate. Perciò l'assistenza alle donne dovrebbe essere individualizzata e non protocollare. Anche dal punto di vista psicologico.

Troppo facile etichettarle come depresse! Quanti servizi dopo parto gratuiti esistono nelle nostre città? E nelle province? Quanto si chiede alle mamme in termini di "essere subito come prima del parto"? Quante donne vengono ascoltate e non inondate di consigli non richiesti, dopo che hanno partorito? Quanti si offrono di dar loro una mano in casa per lasciarle accudire i figli?

Una figura che potrebbe fare la differenza nel valorizzare la maternità è quella della doula. Quasi sconosciuta in Italia, anche se Klaus e Kennel (6) hanno pubblicato un libro importantissimo al riguardo, dove illustrano la funzione e i benefici che una donna può avere con un adeguato sostegno durante il parto ed il puerperio.

Per esempio, la lunghezza del travaglio si accorcia, i cesarei si dimezzano, diminuisce il ricorso ad anestesia, l'allattamento risulta facilitato, aumenta la partecipazione e la tranquillità del padre.

La doula potrebbe avere un valore immenso in quanto madre di tutte le madri, facilitatrice di acquisizione del ruolo materno e genitoriale, tramite fra la famiglia, la donna e le istituzioni, durante e nel periodo intorno al parto. Non si tratta di propagandare "il naturale per forza"! Credo che tutte le mamme abbiano il diritto ad un'assistenza che tenga conto della loro produzione ormonale come dell'importanza delle dimensioni relazionali e affettive nel periodo perinatale.

Già, perché si potrebbe affermare che il tesoro intero della maternità sia racchiuso e rappresentato nel parto, comunque esso si svolga. Una donna, se motivata e sostenuta, in condizioni di fisiologia, sente il suo corpo e il suo bambino comunica con lei attraverso il dolore; sa quale è il momento giusto di muoversi, di spingere, di farsi aiutare, come nessun altro può sentire! Sa quale posizione le fa sentire meno dolore e le facilita la discesa del bambino verso la luce.

E dopo che è nato, attraverso la relazione con lui, ed eventualmente, grazie ad un sostegno competente, sa quando offrire il seno e per quanto tempo. Ma bisogna assisterla con fiducia e accettazione, con libertà e disponibilità all'ascolto, così come lei dovrà fare poi con il proprio bambino, fin dai primi istanti e per tutta la vita.

E se il parto non è fisiologico, niente è perduto. C'è sempre qualche risorsa a cui appigliarsi per accettare il proprio parto anche se non si è svolto come si era previsto. E oggi è possibile partorire per via vaginale anche dopo aver avuto uno o due cesarei.

Come è possibile allattare un bambino dopo non averne allattati altri in precedenza. Le donne che vogliono farlo, possono trovare figure professionali adeguate. Ricordiamo che le donne che non possono allattare sono inferiori al 5%. Nella stragrande maggioranza delle altre donne, i problemi derivano da un mancato sostegno competente in materia, fin dalla sala parto.

Ci tengo a precisare che se una mamma sceglie di non allattare per motivi propri dopo un'attenta valutazione e una corretta informazione, nessuno può o deve giudicarla. Ma non si può affermare che latte materno e artificiale siano la stessa cosa. O che il cesareo non sia un intervento d'emergenza e che sia preferibile alla nascita vaginale. Si tratta sempre di un intervento chirurgico.

Un'ultima riflessione vorrei dedicarla ai padri, senza i quali nessuna madre potrebbe diventare tale. Il valore della maternità è dato anche grazie al loro ruolo di innescatori del viaggio verso una nuova vita e di condivisione di amore.

È grazie al loro sostegno e alle loro forti braccia che avvolgono nei momenti di bisogno che una madre può vivere con serenità. È grazie al loro ruolo di filtro, un po' come l'azione della placenta nell'utero che il padre, dopo la nascita, media tra la diade madre bambino e l'esterno, proteggendo la loro unione e la famiglia. È grazie ai padri se le donne trovano la forza che spesso manca dopo le fatiche del parto e dell'accudimento di un bimbo piccolo.

Il ruolo paterno è spesso sottovalutato. Spesso i padri si sentono messi da parte, impotenti. Spesso stanno fuori casa per tanto tempo, ignari di quanto invece sia importante anche solo la loro presenza. Penso che molte coppie vadano in crisi dopo la nascita di un bambino per la mancanza di assistenza alla coppia stessa e per la diffusione di false soluzioni ai problemi coniugali legati al diventare genitori, prima fra tutte quella di attribuire una colpa al sonno condiviso! Cosa dovrebbe succedere nei tanti Paesi del mondo dove questa pratica è considerata normale? Divorziano tutti? Ovviamente no.

Qualcuno potrebbe dire che la maternità è "sacrificio" e a questo proposito vorrei citare le parole di un padre illustre (7):

«Si sacrifica un alpinista per raggiungere la cima? Si sacrifica chi studia per un concorso per diventare notaio, o chi fa pratica al pianoforte? Non stanno facendo qualcosa che li disgusta; stanno facendo quel che desiderano fare. Io non voglio scalare una montagna né essere un notaio, per questo non lo faccio.

Se volete portare vostro figlio in braccio, o dargli il seno, fatelo. Se volete smettere di lavorare per mesi o anni per crescerlo, o rifiutare una magnifica opportunità di lavoro, per stare con la vostra famiglia, fatelo. Ma solo se lo volete. Se non volete, non fatelo. Dire: "Ho sacrificato la mia carriera professionale per stare con mio figlio" è assurdo tanto quanto dire: "Ho sacrificato la relazione con mio figlio per la carriera". Non sono sacrifici sono scelte. Chi fa quel che vuole non sta rinunciando, sta riuscendo; non si sacrifica, ma trionfa.

La sfumatura è importante perché chi fa un sacrificio lo fa malvolentieri. Non si considera appagato, crede che gli si debba qualcosa. Presto o tardi avrete conflitti coi vostri figli che potrebbero farvi dire " Con tutto quello che ho fatto per te!" Oppure: "Per colpa tua non sono arrivato a..." Le parole una volta dette non possono essere cancellate. Le persone che avranno fatto ciò che sentivano e desideravano pensano: "che peccato che dopo tutti gli anni di gioia che mi hai dato, ora abbiamo un conflitto" oppure "grazie a te ho avuto il privilegio di essere padre". O meglio ancora, lo dicono!»

Lavoriamo e impegniamoci quindi, perché tutti in ogni angolo della Terra, rispettino il potere e il valore della maternità, ne va del futuro dell'intera umanità.

Alessandra Bortolotti

[Questo contributo è dedicato a mia madre che mi ha lasciato due anni fa, mentre ero al settimo mese di gravidanza in attesa della mia seconda figlia: quasi un passaggio del testimone verso un'unione di donne
al di là del tempo, dello spazio e della coscienza.]

Bilbliografia:

1. De Luca E., (2006), In nome della madre, Feltrinelli, Milano.
2. Braibanti L. (1993), Parto e nascita senza violenza, red edizioni, Novara.
3. Sarti P., (2008), Neonati Maleducati, Giunti Demetra, Firenze.
4. Mieli G., (2009), Il bambino non è un elettrodomestico, Apogeo, Milano.
5. Odent M. (2008), La scientificazione dell'amore, Apogeo, Milano.
6. Klaus M.H., Kennel J.H., Klaus P.H., (1994) Far da madre alla madre, Il Pensiero Scientifico Editore, Roma.
7. Gonzalez C., (2007), Un dono per tutta la vita, Il leone verde Edizioni, Torino.

aggiornata il 09.05.2010 a cura di Redazione bambinonaturale

venerdì 7 maggio 2010

Uppa: un pediatra per amico





Un pediatra per amico (UPPA) è un bimestrale rivolto ai genitori, scritto e sostenuto dal pediatri di famiglia italiani. Non si trova in edicola, ma negli ambulatori dei pediatri convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale.
Nato all'interno dell'Associazione Culturale Pediatri, un'importante società scientifica italiana, raccoglie i contributi di molti esperti, genitori e associazioni.



Un pediatra per amico è una pubblicazione indipendente e per questo motivo ha vita molto difficile: l'unica risorsa che ha sono gli ABBONAMENTI dei lettori.


La situazione economica della pubblicazione si è ulteriormente aggravata con l'entrata in vigore delle nuove tariffe postali per gli editori. Fino al 30 marzo gli editori beneficiavano, infatti, di sconti sulle tariffe di spedizione di periodici. Dal primo aprile, il Governo ha abolito queste agevolazioni.
Nell'ultimo numero uscito,per esempio, gli argomenti trattati sono:

Speciale Latte per tutti. Da quelli davvero indispensabili, a quelli che di speciale hanno solo il prezzo. Dagli orari giusti, alle calorie da tenere sott’occhio. Tutto quello che si deve sapere per riempire il biberon di latte e salute.

Parto, ma resto a casa. C’è chi ha scelto di farlo davvero: partorire in casa si può. Difficoltà e vantaggi di una scelta d’altri tempi. E le novità di strutture collegate all’ospedale, ma in cui si respira un’aria familiare.

Tu imparale se puoi, emozioni… Insegnare a vivere e a gestire le emozioni, a capirle, riconoscerle e comunicarle, è importante quanto insegnare a parlare e a camminare. Si chiama intelligenza emotiva e va curata fin da piccoli.

Mangiare bene fa bene al pianeta. La salute si costruisce a tavola, per cui attenzione a quello che mettiamo nel piatto. Ma anche la salute del pianeta dipende dalle nostre scelte alimentari. Una riflessione per tutti.

Il periodico è veramente ben fatto e offre molti spunti di riflessione. Ogni numero contiene anche un inserto dell'iniziativa Nati per leggere
Abbonarsi è semplicissimo: basta collegarsi al sito UPPA.IT. Aiuta questo periodico a sopravvivere!

giovedì 6 maggio 2010

Il latte della mamma non si scorda mai



Ecco un bel regalo per la Festa della Mamma!!


"Il latte della mamma non si scorda mai" è il titolo della campagna di comunicazione itinerante organizzata dal Ministero della Salute.


Si tratta della prima campagna di comunicazione per la promozione dell'allattamento al seno!! Un vero evento!!


Nella conferenza di presentazione sono stati espressi questi importanti concetti:


  • la promozione dell'allattamento materno è considerata una priorità di salute pubblica e le più qualificate organizzazioni internazionali, come l'Unicef e l'Organizzazione mondiale della sanità, ritengono il latte materno il miglior alimento per il bambino, sia dal punto di vista nutrizionale che affettivo, per il legame che crea tra mamma e bambino e che rimane nel tempo.

  • la necessità di reintrodurre, nella nostra società, il concetto della naturalità e spontanietà dell'allattamento al seno.

  • Valorizzare l'allattamento al seno vuol dire tutelare la maternità, che ha un valore sociale ed ha bisogno di una tutela sociale.

  • La campagna vuole veicolare in particolare tre messaggi:

    tutte le mamme hanno il latte
    tutte, con un po' d'aiuto, possono allattare
    allattando si cresce insieme



Notizie tratte da Ministero della Salute. Per altre info visitate il sito della MAMI


Mi è piaciuto molto, tra gli altri, il concetto che "allattando si cresce insieme". La campagna è veramente importante e degna di nota. Speriamo sia la prima di una lunga serie a sostegno e a tutela della maternità come valore sociale!

Per conoscere tutte le iniziative a sostengno dell'allattamento e della neomaternità a Bergamo e Provincia, visita il blog di Spazioneomamma.




Assemblea nazionale A.I.M.I.: concepire, nascere e crescere



Il 7, 8 e 9 maggio, si terrà a Lignano Sabbiadoro (UD), l'Assemblea Nazionale dell'A.I.M.I., l'associazione italiana di massaggio infantile.

Il tema dell'assemblea è davvero interessante: CONCEPIRE, NASCERE E CRESCERE. I PERCORSI DELLA MATERNITA' NEI COLORI DELLE CULTURE DELLE DONNE.

Durante l'Assemblea ci saranno dei seminari formativi aperti anche ai non soci.

Sabato 8 maggio:

  • Donne e bambini migranti: dialoghi per una medicina transculturale.

  • Mille modi di nascere e crescere: le cure materne in una prospettiva transculturale.
Domenica 9 maggio:
  • Massaggio e tradizioni per l'accoglienza del neonato: esperienze, testimonianze e confronto con donne immigrate.

Per trovare l'insegnante di massaggio infantile vicino a te clicca qui.

Per sapere quando si svolgono i corsi di massaggio infantile nella zona di Bergamo, manda una mail a serena.pirovano@aimionline.it


mercoledì 5 maggio 2010

Settimana Internazionale pannolino lavabile: resoconto incontro alla Casetta sul Serio







Ecco qui alcune foto dell'incontro di mercoledi scorso, 28 aprile, organizzato nell'ambito della Settimana Internazionale del Pannolino Lavabile dalle ciripine Anna, Serena e Silvia alla Casetta sul Serio.
L'incontro informativo sull'utilizzo dei pannolini lavabili, benefici, tipologie, metodo di lavaggio e fai da te, è andato molto bene: c'erano un sacco di mamme con bimbi, mamme in attesa, un papà e due nonne!
Per le mamme intenzionate ad utilizzare i lavabili, il fatto di poter toccare dal vivo i vari tipi di pannolini e potersi confrontare con mamme che già li usano, è stato molto importante e utile.

Per noi ciripine è stata una bella occasione per condividere la nostra esperienza e poter essere d'aiuto ad altre mamme!
Speriamo di poter organizzare altri incontri informativi di questo tipo anche al di fuori della Settimana Internazionale del Pannolino Lavabile!

martedì 4 maggio 2010

Prossimi incontri sul portare


Continuano gli incontri di Mammacanguro sul portare con fasce portabebè e mei tai.


Per vedere cosa prevedono gli incontri clicca qui.


Le prossime date saranno le seguenti:



  • Martedì 11 maggio alle ore 16,30, presso il Club Yoga Surya - Via Cavour 10 - Villa di Serio


  • Giovedì 27 maggio alle ore 10,00 a La Casetta sul Serio, Via Decò e Cannetta, 52 - Seriate-


  • Martedì 1 giugno alle ore 10 allo spazio gioco di Costa di Mezzate.


Per maggiori info manda una mail a serenapir@yahoo.it


Appello: è finito il latte alla Banca del latte


Ricevo da Fiammetta di Spazioneomamma un appello, da diffondere a più persone possibili.


APPELLO: è finito il latte alla Banca del Latte???

L'appello, Fiammetta, l'ha ricevuto a sua volta da Francesca di Piccoli Passi Prematuti di Sondrio.


Fiammetta scrive:


"Donare il latte non richiede un impegno particolare e non comporta alcun costo, è sufficiente estrarne una quantità anche modesta con un tiralatte e conservarlo nel congelatore. È necessario sottoporsi ad un normale controllo che consiste in un prelievo del sangue per escludere eventuali malattie (es. epatite, HIV, etc.)

Molte mamme fanno già scorta di latte per il proprio bambino, lo congelano e finito lo svezzamento…lo buttano nel lavandino!!!

Ora, se sei una mamma o hai un’amica che allatta o conosci qualche mamma che ha il frigor pieno di scorte per favore fai passaparola!

C’è davvero bisogno di tutto il nostro impegno per raccogliere il latte da donare ai bimbi nati prematuri e a tutti quelli che per gravi problematiche non tollerano altri tipi di latte.

Come fare?

Ecco alcune indicazioni da http://www.piccolipassiprematuri.it/banca_del_latte.htm

Per donare o ricevere latte da una Banca del Latte umano ecco alcuni riferimenti dove chiedere informazioni


* Banca del Latte dell'Ospedale Macedonio Melloni di Milano, tel. 02/63633352* Banca del Latte dell'Ospedale Meyer di Firenze, tel. 055/5662443* Lattario dell'Ospedale Bambin Gesù di Roma, tel. 06/68592246* In provincia di Sondrio potete chiamare il numero 348/1201175"

Potete trovare l'elenco Banche del latte umano operanti sul territorio italiano sul sito A.I.B.L.U.D. ONLUS, Associazione Italiana Banche del Latte Donato.


Diffondete sui vostri blog, su facebook, sui gruppi Yahoo. Grazie!!

domenica 2 maggio 2010

Svezzamento: il punto di vista di Luciano Proietti

In questo video troverete l'interessante punto di visto, del pediatra Luciano Proietti, sullo svezzamento.

Molte riflessioni su come siamo abituati a pensare lo svezzamento e perchè viene proposto, dalla maggior parte dei pediatri, in un certo modo.


Lo sapevate che linee guida della nutrizione pediatrica ufficiale sullo svezzamento non sono basate su evidenze mediche scietifiche?? Per me è stata una scoperta.

Proietti parla di "alimentazione funzionale alla società in cui si vive" e accena all'influenza delle lobbies farmaceutiche nelle ricerche e negli studi medici.

Indipendentemente dalle proprie idee in merito allo svezzamento, si tratta di un video ricco di riflessioni.