Il blog che promuove la filosofia del portare i neonati e i bambini come piccoli marsupiali.....e...molto altro...


Sul blog di mamma canguro potete lasciare i vostri commenti e suggerimenti...anzi siete invitati a farlo. Il vostro contributo può essere d'aiuto ad altri e sicuramente aiuta a sviluppare il confronto tra genitori su temi che riguardano i nostri figli ma anche noi stessi!! Buona lettura!!



Nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove .
Infinite cose accadono per aiutarla,
cose che altrimenti non sarebbero mai avvenute....
Qualunque cosa tu possa fare o sognare di poter fare, cominciala.
L'audacia ha in sè genio, potere e magia.
Cominciala adesso.

W. Goethe


Chi lavora con le sue mani è un lavoratore.
Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano.
Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un'artista.

San Francesco d'Assisi
Visualizzazione post con etichetta benefici del portare. Mostra tutti i post
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lunedì 13 novembre 2017

Portare in fascia in inverno: come coprirsi? Babywearing cover e mantelle

Inverno non ti temo!!
Ho affrontato questo tema diverse volte nel corso degli anni

https://mammacanguro.blogspot.it/2011/01/portare-in-inverno.html
https://mammacanguro.blogspot.it/2011/01/portare-in-inverno-come-coprirsi.html

ed è un argomento che viene sempre trattato durante gli incontri informativi Nati per essere portati.

Le soluzioni sono molteplici e sul blog potete trovare anche dei tutorial per realizzare delle soluzioni fai da te


https://mammacanguro.blogspot.it/2013/11/portare-in-inverno-tutorial-giacca-per.html
https://mammacanguro.blogspot.it/2013/11/portare-i-bambini-in-inverno-tutorial.html

Nel caso non voleste cimentarvi con il fai da te, sono disponibili

  • le nostre cover impermeabili imbottite adatte a qualsiasi supporto, ideali per portate davanti e sulla schiena. Disponibile blu, nera, grigia, rossa, gialla con interni abbinati in pile.
  • le nostre mantelle in lana cotta ideali per portare davanti. Disponibile rossa, tortora, marrone.










Nati per essere portati incontro informativo a Treviolo (BG)



lunedì 3 novembre 2014

Giornata mondiale neonato prematuro

Ogni anno, solo in Italia, nascono circa 40mila neonati pretermine (prima della 37^ settimana di gravidanza. Si tratta di un fenomeno in crescita, anche se è migliorata notevolmente la loro sopravvivenza grazie ai progressi dell’assistenza neonatale. 
L’allarme arriva dalla Società Italiana di Neonatologia (SIN) in occasione della Giornata Mondiale del Neonato Prematuro, che si svolgerà il 17 novembre.
I parti prematuri sono in aumento e le cause sono diverse: oltre ai problemi di gestazione (ipertensione, diabete, infezioni), l’età della gestante (spesso sopra i 38 anni), le tecniche per migliorare la fertilità e la fecondazione assistita. Infine sono sempre più in gioco anche gli stili di vita non idonei come alcolismo, tabagismo, uso di droghe.
Tutti fattori che oltre a mettere in gioco la vita del nascituro fanno lievitare i costi sanitari. “Per ogni prematuro nato prima delle 28 settimane – racconta Costantino Romagnoli, Presidente della SIN, i costi oscillano tra i 100 e i 300 mila euro a seconda della patologia, cui vanno poi aggiunti quelli per le complicanze a distanza”.
Infine bisogna fare i conti con il dolore che provano i neonati. Tanto minore è, infatti, la loro età gestazionale tanto maggiore è la loro percezione del dolore. Non solo: le frequenti esperienze dolorose che il neonato prematuro, sperimenta durante la sua degenza in terapia intensiva determinano reazioni simili allo stress dell’adulto e causano importanti reazioni metaboliche che possono complicare le patologie in atto, ma soprattutto modificare la capacità di sentire il dolore e reagire allo stress per il resto della sua vita.
In questo contesto, il portare pelle a pelle, la Kangaroo Mother Care, ha notevoli effetti benefici, oltre che sui i neonati nati a termine, anche sui prematuri. Gli studi che dimostrano come grazie al contatto con i genitori, i prematuri possano stabilizzarsi, recuperare i parametri vitali, necessitare di meno interventi invasivi, aiutare i genitori a superare il trauma e instaurare una buona relazione con il loro bambino.
Per celebrare questa giornata cosi importante e sensibilizzare al tema della prematurità e di come sia fondamentale anche in questo contesto soddisfare il bisogno di contatto e contenimento del neonato, l'Associazione Mamma Canguro, regalerà un libro della Collana Bambino Naturale, Leone Verde

Nato prima del tempo di Elena Balsamo

L'estrazione avverrà il 17 novembre tra tutti coloro che lasceranno un commento, anche solo il loro nome, sotto a questo post sulla pagina Facebook di
Nati per essere Portati


venerdì 2 maggio 2014

I molteplici vantaggi delle fasce porta bebè!

Nel blog sono numerosi i post dove si parla dei vantaggi e benefici di portare in fascia: da un punto di vista relazionale e anche pratico.

Ecco da un punto di vista pratico: pioggia e qui da noi in questi giorni tanta pioggia!!!
in questi casi le fasce possono esse sfruttate anche con bambini grandicelli che già camminano!

5°mese di gravidanza .-)) se si sta bene e si è abituate a portare lo si può fare anche con il pancione!



Stamattina io e mia sorella con Gabriele, Alessandro e Isabella siamo andati in Città Alta al Museo di Scienze Naturali sotto la pioggia scrosciante: prima di scendere dalla macchina ci siamo infilate i pupi in fascia e via!!



PS: Ahhh la fascia è ottima anche per "infognare" felpe, giacche & C.!!




A presto

martedì 11 febbraio 2014

Quando è la nonna a portare....

All'inizio riluttanti, storcono il naso a vedere il proprio nipotino infagottato in "quel coso"!

Le frasi tipiche:
"Attenta, lo fai cadere!"
"Lo stringi troppo"
"E' scomodo"
"Non respira"

e via andare...

"Le peggio" sono quelle che accompagnano le figlie alle consulenze o durante l'acquisto di un supporto: sono li pronte a prendere il nipotino che vedono già spatasciato per terra, sono ansiose, mettono ansia, con tutte le buone intenzioni vogliono aiutare e invece intralciano...

ecco quando mi capita che, aprendo la porta, mi trovo davanti mamma e nonna, dentro di me sospiro e mi armo di pazienza..

poi quando cominciano ad apprezzarne i benefici, mica lo dicono ehhh!!, sono pure capaci di dispensare consigli in merito alle amiche!

qualcuna si presta per cucire i supporti, qualcuna si  azzarda a provare a portare il suo nipotino con crescente soddisfazione.

Ieri poi una nonna mi ha spiazzata:  è venuta direttamente ad  acquistare, non uno ma ben due mei tai e provarlo visto che sarà lei a tenere il nipotino. Uno per i genitori!

Ecco la nostra di nonna....ormai esperta...potrebbe dare lezioni :-))








ps: una volta si è lanciato pure il nonno...pioveva e ha portato sulla schiena :-))


domenica 26 gennaio 2014

Parto difficile, separazione...Portare per recuperare...la testimonianza di una mamma...

Ciao, mi chiamo Cristina. Ho trovato il tuo blog mentre cercavo idee per un mei tai. E' molto bello e anche i mei tai che fai sono stupendi! 

La mia storia di "portatrice" (ancora brevissima) è questa. Ho scoperto di essere incinta quasi un anno fa e ho iniziato a cercare sul web info sui pannolini lavabili.

Sono attenta all'ambiente e, cosa non da poco, sono senza lavoro e il mio compagno lavora pochi mesi all'anno. Cercando, mi si è aperto un mondo, fra cui quello del portare i piccoli, quello del co-sleeping e tutto quello che riguarda una genitorialità più naturale. Ha subito trovato il mio entusiasmo, tanto che ho deciso di aprire un blog nel quale documentare i miei passi in questo mondo. 

www.kikiecomamma.blogspot.com 
Siccome sono sempre stata "quella a cui piace complicarsi la vita" mi sono fatta, poco prima di partorire, una fascia lunga elastica con uno scampolo di jersey e ho fatto un paio di prove mettendoci la gatta... che sembrava abbastanza contenta! :)  Non l'ho trovata così complicata come sembrava.

Questa scelta è stata una delle migliori che abbia fatto perchè Leonida è nato il 7 Ottobre con un parto difficile e non ho potuto neanche vederlo che l'hanno trasferito subito in terapia intensiva nell'ospedale di Reggio Emilia (io sono di Modena), sotto ipotermia. 

Non ho potuto vederlo per 3 giorni, l'ho toccato e preso in braccio solo una settimana dopo ed è venuto a casa dopo 2 settimane. Abbiamo faticato a riconoscerci e abbiamo faticato anche per l'allattamento. 

La fascia è stata una delle cose che ci ha aiutato a ritrovare il contatto perduto.

Adesso Leonida sta bene, dorme nel lettone, di giorno se usciamo di casa sta nella fascia e a volte anche in casa. Non abbiamo nessuna carrozzina e sto meditando di non prendere neanche il passeggino. 

Continuo a documentarmi e siccome mi piace cucire e il fai da te in genere (ho fatto un sacco di cose per Leonida e per la casa) vorrei provare a fare un mei tai perchè fra poco la fascia elastica non lo reggerà più tanto bene e sarà meno pratica. Vedremo cosa ci riserverà il futuro!

Ho voluto portare la mia piccola testimonianza perchè nel nostro inizio difficile ho avuto la fortuna di avere tante persone vicine, soprattutto amiche già mamme, che mi hanno sostenuta e aiutata e a mia volta cerco di diffondere più che posso tutto ciò che riguarda questo modo naturale di essere genitori, in un mondo che purtroppo è ancora pieno di pregiudizi. 

Grazie per il tuo tempo, un saluto.
Visualizzazione di crieleo3.jpg
"Kiki Ecomamma è un progetto in fasce che nasce dalla mia scelta di voler essere una namma naturale, poco dopo la scoperta della mia prima gravidanza. Mi chiamo Cristina e sono mamma da pochissimo, ma "eco" da tanto e, in questo mio nuovo percorso ho voluto ampliare il più possibile le mie conoscenze relative all'ecologia e alla naturalità nel mondo della genitorialità, per poi condividerle a piccoli passi con altre mamme (e papà). Il blog spazia dai pannolini, ai saponi fatti in casa, alle mie esperienze personali proprio come un diario ed è in ampliamento con altre sezioni che riguarderanno il resto della famiglia (animali e piante e cucina), il trasporto dei bambini in fascia e tutto quello che piano piano incontrerò sulla mia strada. Un viaggio appena iniziato che spero di condividere con tanti altri "genitori naturali" come me!"

martedì 17 settembre 2013

Portare, sviluppo delle anche e posizioni corrette

L'informazione in merito al portare i piccoli è ancora frammentaria e insufficiente.
I pregiudizi ancora molti. Oltre quelli di carattere relazionale del tipo "Se te lo tieni addosso, lo vizi" "Sarà un mammone" e via dicendo, permangono ancora delle errate convinzioni di carattere fisico/posturale dovute ad una mancata e/o non corretta informazione.
Le principali: in fascia il bambino non assume posizioni corrette per la colonna vertebrale e per le anche. Un mito che persiste della serie "Lascialo piangere che gli si allargano i polmoni"!!
Insomma miti da sfatare!

Oggi vorrei affrontare il primo.

Sviluppo delle anche
Alla nascita le anche del neonato non sono ancora completamente mature: tant'è che è previsto uno screening per tutti: tra il secondo e terzo mese di vita è prescritta un'ecografia per verificare il corretto sviluppo delle anche.

Quale è la posizione che facilita e consente la corretta maturazione? Non certo come si faceva un tempo fasciare le gambe dei neonati con le gambe unite e tese per, come si diceva, "far diventare le gambe dritte".



La posizione ottimale è quella DIVARICATO-SEDUTA: le ginocchia del bambino/neonato più alte del sedere e per dirla  in termini scientifici ecco un passaggio tratto dal sito Portare i piccoli

Nelle pubblicazioni pediatriche viene consigliato un'angolazione di apertura da 30 gradi a 40 gradi, a volte massimo 60 gradi in concomitanza ad una posizione seduta con angolatura da 90 gradi a massimo 120 gradi.(1)
Si ricorda la posizione del bambino portato ? L'angolatura consigliata dai medici nella terapia per la displasiae' esattamente quella che un bambino acquisisce quando viene portato sul fianco di un adulto. L'angolatura di apertura e' di ca. 45° mentre il femore crea un'angolatura con le anche dai 90° fino ai 120°. Anche se mi ripeto: Il bambino portato prende una posizione delle gambe che e' assolutamente fisiologica e nel ambito di un intervento terapeutico per displasia un modo che si adegua perfettamente ai bisogni del bambino !

Affinchè questa posizione Divaricato - Seduta venga assicurata è necessario che il supporto per portare i piccoli utilizzato abbia una seduta di circa 40 cm (da adattarsi per i più piccini). Ecco perchè i classici marsupi non vanno bene: la seduta è molto stretta,  il bambino rimane appeso e il peso è scaricato sui genitali.

Questo è anche uno dei motivi per cui la posizione a culla per un neonato non è la migliore: oltre a considerazioni di carattere relazionale (il contatto con il genitore è parziale: fianco contro pancia versus pancia contro pancia), la posizione non consente il corretto posizionamento e la giusta seduta. Questo non significa che non si possa portare a culla saltuariamente o per brevi periodi, ma sicuramente è  da preferirsi la posizione verticale pancia a pancia.

La posizione divaricato-seduta permette inoltre al bambino di accomodarsi sul corpo del genitore e di non essere schiacciati sul corpo genitore (questo è uno dei motivi per cui a volte i bimbi piangono, si dimenano e vogliono essere tolti dal supporto). Il bambino è seduto in posizione confortevole con schiena naturalmente ricurva e testa appoggiate al genitore. Se questa posizione è garantita anche quando si porta dietro sulla schiena, la testa del bambino non dovrebbe ciondolare all'indietro nemmeno quando si addormenta.

La posizione divaricato-seduta deve essere assicurata indipendentemente dal support che si utilizza.







mercoledì 14 agosto 2013

Portare è......

Questa sera girovagando per il Web sono incappata nel Blog ufficiale di Babywearing International e ho trovato questa semplice ma efficace definizione di Babywearing che riporto integralmente dalla pagina

New To Babywearing?
What is Babywearing?
"Babywearing" simply means holding or carrying a baby or young child using a cloth baby carrier. Holding babies is natural and universal; baby carriers make it easier and more comfortable, allowing parents and caregivers to hold or carry their children while attending to the daily tasks of living. Babywearing helps a new dad put a fussy newborn to sleep. It allows a new mom use both hands to make a sandwich. It lets an experienced parent or caregiver carry a baby on her back and wash the dishes, do the laundry, take a hike, or weed the garden, all while keeping the baby safe and content.
Babywearing is a Skill
There are many baby carriers on the market. However, a commercial baby carrier is not necessary for babywearing. Many people use simple pieces of cloth to safely and comfortably carry their babies. Additionally, there is a learning curve with any baby product, including commercial baby carriers. Parents and caregivers often benefit from thinking of babywearing as a skill they can learn, rather than as the result of a product they can buy. Many babywearing techniques can be learned in just a few minutes. Some techniques, such as carrying a baby on your back, take more time and practice to master, but the extra effort is rewarded with liberation and increased comfort
Mi trovo assolutamente d'accordo e già lo avevo espresso qualche tempo fa in questo post: non è il supporto che fa il portare e non è necessario avere l'ultimo prodotto alla moda per portare nella maniera corretta.

Capita che i genitori passino da un supporto all'altro senza darsi il tempo di sperimentare e approfondire la pratica, ma il portare è appunto a Skill (esperienza f., pratica f., abilità f.), una competenza che si impara piuttosto che il risultato di un prodotto che si compra!

E prorpio in quanto "SKILL" presuppone, esperienza, pratica, capacità e perizia: tutti elementi che richiedono tempo, pazienza, a volte fatica.
Non è sufficiente provare un paio di volte un supporto e sentenziare "Mio figlio non ci vuole stare, non gli piace".
Forse siamo noi per primi a doverci dare più tempo, a saper attendere, a provare, sperimentare, a impratichirci.

Skill ha come traduzione anche "tecnica" e visto che tenere in braccio i bambini è universale e naturale, ma non sempre il portare lo è, almeno per noi occidentali, acquisire una buona tecnica è d'aiuto e sicuramente influenza e influisce sul percorso del portare.
In ogni caso, tecnica o meno, per chi decide di portare l'elemento propulsore è sempre il desiderio di instaurare con il proprio figlio una relazione profonda che passa attraverso il contatto.


mercoledì 20 marzo 2013

Portare sotto la pioggia....


Altro che primavera......

e cosi,  oggi eravamo a casa dei nonni e con un vecchio giaccone del nonno siamo usciti a fare una passeggiata....fino alla biblioteca








martedì 3 maggio 2011

Il distacco, la separazione e il portare


Prendo spunto dal commento lasciato da  mamma Rosy qualche tempo fa a questo post per parlare di "abitudine ad essere portati", "distacco"

"il tuo blog mi stà aprendo gli occhi su molte cose e son sempre + convinta dell'importanza del CONTATTO con la nostra (ormai prossima) bambina anche se so' già che dovro' lottare con tutti i pregiudizi dei parenti! mi viene in mente una domanda, ma se poi la bimba si abbitua ad essere "portata" spesso, nel momento in cui non potrò tenerla perchè dovrò assentarmi o per altre cose in cui è pericoloso tenerla in braccio, la bimba non inizierà a piangere perchè privata di un contatto continuo con la sua mamma? prima o poi succederà che non potro' sempre tenerla in braccio anche solo nel momento in cui tornerò a lavorare e lascero' mia figlia dalla nonna e la mia paura più grande è di far star male la bambina e di peggiorare le cose. Scusa i miei mille dubbi di neo mamma che si stà convertendo al naurale. un abbraccio Rosy"

Quello che posso dire, anche sulla scorta della mia esperienza, che il più delle volte accade prorpio il contrario:

un bambino abituato ad esser portato, che ha creato un forte legame di fiducia con i suoi genitori, che quindi ha acquisito quello che viene definito un attaccamento sicuro avrà meno difficoltà a separarsi dalla sua mamma

Il bambino non avrà bisongo di continue rassicurazioni e non dovrà cercare in continuazione la presenza della mamma: è consapevole del fatto che la sua mamma c'è.

Avrà  acquisito quella base sicura che gli permetterà di proiettarsi verso l'esterno: un bisogno quando viene soddisfatto, in questo caso stiamo parlando del bisogno del contatto e della presenza del genitore, non è più tale.

Io non mi preoccuperei e mi godrei i momenti di stretta relazione e contatto con il mio bambnino. Quando ci sarò necessità di separarsi, spiegherò al mio bimbo quello che sta succedendo: i bambini hanno molte più risorse di quelle che noi crediamo.

Nella mia esperienza, quando sono rientrara al lavoro a tempo pieno, dopo 13 mesi passati a stretto contatto con mio figlio, portato assiduamente, avevo ovviamente delle ansie, che si sono dissipate già dalle prime mattine, al momento del distacco da mio figlio: gli spiegavo che la mamma doveva andare al lavoro e che ci saremmo rivisti la sera.
Allora lui mi saltava in braccio, mi stringeva forte e poi mi faceva segno che voleva scendere.
Io andavo al lavoro tranquilla, sapendo di averlo lasciato sereno e consapevole del fatto che la mamma sarebbe tornata.
Non ha mai fatto scenate e  nel corso dei mesi il suo modo di salutarmi è cambiato: a volte mi dà un grosso bacio, a volte mi saluta semplicemente con la mano o mi guarda dalla finestra mentre vado.
Rispetto ai primi tempi, quando mi sembrava di intuire, che proprio attraverso il modo in cui mi salutava, mi volesse dire : 

"Mamma, stai tranquilla: ho capito che vai, non ti preoccupare"

ora, a volte, sembra mi voglia dire "Vai mamma, vai!!"

Questo per confermare ciò che scrivono psicologi ed esperti:  "Solo attraverso un buon attaccamento, ci potrà essere una buona separazione"

Per approfondire questi temi consiglio le "letture ad alto contatto"

martedì 19 aprile 2011

Quando è troppo tardi per cominciare a portare?

Purtroppo la pratica del portare non è ancora così diffusa e conosciuta.
Capita quindi spesso che mamme, che avrebbero voluto portare, non l'abbiano fatto  perchè non conoscevano questa possibilità e questo modo di relazionarsi con il proprio bimbo. Oppure che abbiano scoperto il portare quando il loro bimbo aveva già qualche mese.

Ecco, per esempio, il timore di una mamma:

Vorrei cogliere l'occasione per chiederti un'altra cosa, più che un'informazione è un parere da mamma...pensi che avrei dovuto iniziare a portare Emma prima? Ho il terrore di aver perso del tempo prezioso...godrà degli stessi benefici anche se inizio ora?

In questo caso "il timore" è abbastanza infondato dal momento che Emma all'epoca della domanda aveva circa un mese.  Ma spesso c'è la paura di aver perso tempo prezioso.

Io cerco sempre di rassicurare le mamme e faccio questa domanda:
"In questo periodo durante il quale non conoscevi la pratica del portare, hai preso in braccio tuo figlio? L'hai coccolato? Rassicurato quando piangeva? Contenuto tra le tue braccia? Accarezzato? ti sei presa cura di lui?"

La risposta è ovviamente si.
Bene, allora hai messo in pratica tutto quello che è alla base del portare:

  • ascolto dei bisogni del bambino
  • rapporto di fiducia
  • contenimento
  • mediazione
  • empatia
  • accogliemento
Il contatto fa parte di una modalità istintiva di accudimento, che non si esplica solo attraverso il portare.
Spesso però il nostro istinto è falsato da tutto quello che ci circonda: pregiudizi, paura di viziare, luoghi comuni.
Il portare, inteso come strumento di relazione e non come mero mezzo alternativo di trasporto,  mette in atto un processo che ci auta a recuperare la nostra istintualità ed uno strumento di accudimento, non certamente il solo.

Quindi le mamme che non hanno avuto la possibilità di portare o che hanno cominciato tardi, non si devono angosciare e se anche non dovessero riuscire a portare, non si devono preoccupare: troveranno altri modi di instaurare un certo tipo di relazione con il loro bambino.

venerdì 15 aprile 2011

Portare: i racconti delle mamme

Capita, a volte,  che  mamme che hanno iniziato a portare da poco o che grazie alle indicazioni fai da te, sono riuscite a cucire il loro mei tai o la loro fascia, mi scrivano e mi mandino foto dei loro bimbi portati.

Sono molto grata a queste mamme che mi danno ogni giorno lo stimolo e la voglia di continuare, coltivare e approfondire tutto ciò che riguarda il portare e non solo.

Spesso mi commuovono.

Ecco allora alcuni racconti e scambi di mail:

Ambra, mamma di Emma

"Ciao Serena, mi chiamo Ambra, sono mamma da 20 giorni di Emma e sono approdata sul tuo sito...


Al corso di accompagnamento al parto c'era una ragazza che ci raccontava d'aver acquistato un Mei Tai e già allora mi ero incuriosita. Mi interessa molto la filosofia del portare e grazie al post in cui pubblichi le istruzioni per la realizzazione della fascia, presto potrò iniziare a portare Emma! Una mia amica sarta sta provvedendo alla sua realizzazione! Quindi, GRAZIE!

il mei tai è pronto...ti scrivo con Emma addosso ed è una sensazione stupenda! E' come quando era nella mia pancia...provo un misto di commozione, gioia e nostalgia...ma soprattutto felicità perchè la mia bambina sta bene, si trova dove dovrebbe stare ed è così tranquilla!


Sai non ci credevo..ero un po' scettica...ma mi è sparito ogni dubbio quando, scena:
torno a casa con Emma nel passeggino, fatica assurda per salire le scale con ovetto, struttura, ecc..
appena appoggio l'ovetto, zero movimenti, quindi...scatta l'antifurto! afferro il mei tai ancora confezionato lo indosso senza pensarci troppo (poi o perfezionato il posizionamento) la metto dentro e in due secondi si addormenta! un viso così rilassato (e soddisfatto, della serie "l'hai capito cosa volevo, mamma!")...che sollievo (non per il silenzio, ma per la sensazione, ripeto, di fare la cosa giusta!


che lotta però per farlo capire agli altri!
tutti con la solita solfa..."così la vizi!", "spera solo che non prenda l'abitudine!"
e io: "Guarda che lei E' GIA' abituata, è stata così 9 mesi! E' al passeggino che si deve abituare, se mai, cosa a lei sconosciuta..."
è dura farlo capire alla gente
però ho deciso di ironizzare, tipo: "e se poi vuole sempre stare in braccio a te?" io: "bhè me la terrò tutta la vita, quale genitore non vorrebbe (egoisticamente) ma sono quasi certa che prima o poi non vorrà stare tanto appiccicata a sua mamma..."
inoltre...sarà un caso, ma la sera del giorno che l'ho portata non ha avuto le coliche! "
 
 
Mara
Stamattina passeggiata di mezz'oretta nel mei tai...un successone! sono riuscita anche ad allattarlo!ma soprattutto ho rivissuto le stesse sensazioni di un anno fa, quando uscivo qui fuori a passeggiare con il pancione...che bello, grazie Serena, mi hai insegnato un nuovo modo di essere insieme al mio cucciolo...(e grazie alla nonna che ha cucito il mei tai seguendo il tuo tutorial) ;-)

Marisa mamma di due gemelle

ciao Serena, una foto delle mie tate una sulla fascia lunga elastica arancione e l'altra sul nuovo mei tai sulle spalle. ormai pesano un pochino ma abbiamo fatto una piccola passeggiata e ho potuto tenerle entrambe in braccio visto che avevo voglia di coccolarmele un pochino.

Michela e Fabio
Ciao Serena
Siamo Fabio e Michela
Abbiamo una bimba di 2 mesi, Greta, volevamo sinceramente ringraziarti
Perche’ grazie al tuo video su youtube su come si realizza una pouch sling
Ce ne siamo cuciti 2 da noi prendendo la stoffa, siamo felicissimi, la piccola ci sta benissimo, usciamo senza problemi, andiamo a cena fuori, a passeggiare nei parchi, anche in casa per cucinare,
le persone per il centro di roma ci guardano sbigottiti con questa pupa che se ne sta beata in amaca, e ci chiedono dove si compra…
grazie ancora per aver condiviso questa conoscenza.


Grazie a tutte voi!!!! Penso che solo attraverso la condivisione e le testimonianze delle mamme, certe pratiche possano diffondersi e diventare parte della nostra cultura!

domenica 27 marzo 2011

Portare favorisce la vita all'aperto e il contatto con la natura?

Ecco un'altra domanda a cui non è stato possibile rispondere durante la trasmissione MAmme in Radio a cuasa di problemi tecnici e mancanza di tempo.

Portare favorisce il rapporto con la natura e la vita all'aperto?

Direi proprio di sì!!

Se pensiamo all'inverno appena trascorsco, chi porta il prorpio bambino, ha avuto più occasioni di uscire anche sotto la pioggia, la neve o con il freddo intenso, senza avere paura che il bambino potesse avere freddo o potesse bagnarsi e senza che fosse coperto da un telo di plastica.
Il corpo del genitore a contatto con quello del bambino svolge la funzione di termoregolatore.

Inoltre pensiamo alle passeggiate ni boschi, in spiaggia, su terreni accidentati: con il passeggino spesso sono inproponibili.

Ma non solo: molti centri satorici sono sono impensabili da visitare con il passeggino: scalinate, vicoli stritti, ciotoli: un vero tour de force!! Portando tutte queste barriere vengono superate agevolmente.

Indubbiamente portare favorisce la vita all'aperto e la libertà di movimento. Anche in questo senso è ecosostenibile: privilegia l'andare a piede piuttosto che l'uso dell'automobile.

sabato 26 marzo 2011

Green: la nuova tendenza. Portare è ecosostenibile?

Questa mattina è andata in onda la diretta radio su Mamme in Radio. Purtroppo a causa di problemi tecnici, la puntata che doveva iniziare alle 10.00, è partita solo dopo le 10.30.

Inevitabilmente sono stati fatti dei tagli al programma.

Riporto di seguito alcune riflessioni.

Portare è ecosostenibile?

A mio avviso lo è, sia in termini ecologici /ambientali, che economici:

Ecologici
Le materie prime, le ore di lavorazione, l'energia, hce vengono impiegate per produrre una fascia lunga , un mei tai o qualsiasi altro supporto, sono nettamente inferiori rispetto alla produzione di un passeggino o di un trio.
Anche in termini di smaltimento vale lo stesso discorso: fasce e porta bebè sono a basso impatto!

Economici
Il costo di una fascia o di un meti tai sono pari a poco più del 10% del costo di un trio. Il costo si riduce ulteriormente se si fa ricorso al fai da te e all'autoproduzione.

Per riascoltare la diretta radio, clicca qui

venerdì 4 marzo 2011

Portare aiuta a dissipare la gelosia fra fratelli?

Questa sera è partito il percorso per imparare a portare alla Casetta sul Serio.
Il primo incontro è sempre dedicato alle presentazioni ed aperto al confronto in merito alla "cultura del portare" e agli stili di maternage.

Come sempre gli spunti che offrono le mamme sono preziosi e il racconto delle proprie esperienze sempre utile.

Questa sera in particolare, una mamma mi ha offerto lo spunto per questo post sulla gelosia fra fratelli, sopratutto se vicini per età.

Una mamma in attesa del suo secondo bimbo ha espresso il timore di non poterlo portare troppo nella fascia o nel mei tai, sicura del fatto che la più grande non gradirebbe e potrebbe essere gelosa.

Un'altra mamma, già al secondo figlio (di tre mesi) l'ha rassicurata, raccontando la sua esperienza:

"La mia più grande, tre anni, se ho in braccio il piccolino continua ripetermi:  "Mamma, mettilo giù!!"
Ma se ce l'ho nel mei tai o nella fascia, invece mi dice: "Mamma gioca con me"

Cosa vale di più dell'esperienza di altre mamme e la saggezza dei bambini, per far passare certi messaggi?!?!??!


Colgo l'occasione per segnalarvi un post che ho scritto per Mamme Acrobate, su come portare i gemelli.

Buona serata a tutti.

giovedì 17 febbraio 2011

Portare verticalmente: la colonna vertebrale assume una posizione corretta?

Una delle obiezioni che mi vengono fatte regolarmente in merito al portare, in particolare al portare pancia contro pancia in posizione verticale fin dai primi mesi, è quella che ha lasciato anche una mamma in commento ad un vecchio post

ma per i primi mesi va bene tenere il bambino dentro la fascia anche in casa per + di 2 ore al giorno?
mi hanno fatto tutti una testa così sul fatto che il bambino i primi mesi non puo' rimanere con la schiena ricurva per piu' di 2 ore al giorno.

Ma su che basi questa affermazione? Per quale motivo il bambino non dovrebbe rimanere con la schiena ricurva? E, seguendo il ragionamento di chi sostiente che la posizione verticale non sia corretta, su quali basi invece la posizione supina del bambino sarebbe corretta e permeterebbe un corretto sviluppo della colonna vertebrale?

Pensiamo un attimo  alla posizione del neonato in utero. E' tutto raggomitolato. E quando nasce? Quale è la posizione che assume normalmente?

E' sempre rannicchiato con la schiena naturalmetne ricurva a forma di C.

Questo è assolutamente fisiologico perchè alla nascita la colonna vertebrale del neonato è completamente curva (cifosi totale).

La forma a S della colonna si forma nei vari stadi di sviluppo motorio del bambino e raggiunge la forma ad S indicativamente quando il bambino comincia a deambulare. Jessica, consulente in Canton Ticino, scrive:

Lo sviluppo della formazione a S della colonna inizia con la lordosi nella zona del collo (quando il bambino sostiene la nuca a circa 6 settimane). Poi passa alla stabilizzazione della parte del busto (quando siede libero a schiena dritta, processo dal quinto al nono mese circa) fino a completare la formazione con la lordosi lombare con il rovesciamento del bacino leggermente in avanti (quando è in grado di camminare).


Questa riflessione offre lo spunto per ribadire che è scorretto portare in alcuni supporti o marsupi che non permettono alla colonna di assumere la fisologica posizione ricurva.

E se pensiamo al neonato messo supino su un piano? Rimane disteso o piuttosto rimane comunque con la schiena ricurva e le gambine raggomitolate al petto?

E se messo a pancia in giù? Tiene le gambine distese? No, le tiene a ranocchio con il sedere in alto e la schiena sempre ricurva.

Ma la fascia la si puo' usare anche tutto il giorno in casa mentre si fanno piccole faccende domestiche?

Certo, l'importante è appunto posizionare correttamente il bambino. E' per questo che è importante o frequentare un corso specifico o farsi aiutare da una mamma esperta che già porta o ha portato. Spesso le istruzioni allegate alle fasce non sono sufficiente a far acquisire alla mamma la sicurezza necessaria per portare in tranquillità. E poi durante i corsi, si sfatano appunto parecchi pregiudizi che perarltro non sono nemmeno fondati su evidenze scientifiche.

Per fugare qualsiasi dubbio, consiglio comunque di leggere Portare i Piccoli di Esther Weber
Esther Weber sul suo sito, nella sezione Come portare, scrive:
La posizione verticale del bambino, dalla nascita, e' fisiologica:

  • quando il tronco del bambino e' appoggiato al corpo del genitore e sostenuto in modo tale che non ci sia il vuoto tra i due corpi
  • quando le gambe del bambino sono aperte a ranocchio, in modo che le sue ginocchia stiano piu' in alto del sedere.
  •  quando la testa del bambino puo' essere sostenuta
  • quando il sedere del bambino e' a livello dell'ombelico di chi porta (MAI piu' basso!).
Queste regole valgono per tutte le posizioni, davanti, sul fianco e dietro e per tutti i supporti!


Supporti che invece non permettono di tenere il bambino in questa posizione fisiologica semplicemente NON sono validi.

Se avete perplessità o dubbi non esitate a contattarmi mamma.canguro@yahoo.it

mercoledì 12 gennaio 2011

Portare in inverno



Partecipo molto volentieri al nuovo contest del blog Equazioni "Portare in inverno" che vuole essere d'aiuto ai genitori  che hanno perplessità o dubbi in merito al portare durante l'inverno. Inoltre Equazioni ha indetto un concorso per chi parteciperà al contest.

Io partecipo con un video che risale all'anno scorso e mostra come portare in inverno con il mei tai.
Qui potete leggere integralmente  un altro post che parla di come portare in inverno dal titolo " Mei tai e passeggiate". Ne riporto un pezzo:

A volte le mamme rinunciano ad uscire, soprattutto se fa freddo, per i preparativi necessari: vestizione del bimbo, preparazione del passeggino e della navicella. Poi una volta uscite si sta sempre a controllare che il bimbo disteso nel passeggino non abbia freddo, non gli sia scivolata la copertina, non si sia scoperto, non abbia il viso gelato, etc etc…

Il mei tai, oltre agli svariati vantaggi di cui ho già parlato nei post precedenti, permette di essere indossato in inverno sotto la giacca evitando di infagottare il bambino.

Io quando esco che fa freddo mi metto una maglietta leggera (possibilmente scollata per allattare in ogni momento), sopra indosso il mei tai (nella posizione o rannicchiata o canguro con gambe divaricate) e sopra questo una felpa un po’ abbondante in modo da chiudere la cerniera sopra il mei tai. Poi indosso la mia giacca a vento, che rimane aperta, e una sciarpa. Il bambino in questo modo non deve essere infagottato: è sufficiente mettergli un golfino un po’ pesante,un bel cappellino e al massimo una sciarpina. E’ protetto dal tessuto del mei tai, dalla nostro felpa e soprattutto è a contatto con il nostro corpo che gli trasmette calore.



Se proprio pensate che possa avere freddo, al posto della giacca potete mettervi un bel poncho che vi avvolgerà entrambi. Il poncho è utile se volete portare il vostro bimbo sulla schiena senza doverlo infagottare.

domenica 10 ottobre 2010

In fiera senza fascia portabebè......aiuto!

mammacanguro e cangurino

Ieri ero in fiera a Milano, ospitata presso lo stand di Naturalmmma: è stato un pomeriggio molto divertente. Ho avuto la possibilità di far vedere alle mamme che passavano come usare la fascia e il mei tai! C'era anche una mamma con un bimbo di appena 9 giorni: all'inizio era un pò scettica, poi ha provato il mei tai: il suo bimbo si è attaccato subito al seno e poco dopo addormentato al riparo dalle luci accecanti della fiera e dai troppi stimoli!

il carinissimo Mei tai di Naturalmamma


C'era un sacco di gente, ma il maggior ingombro veniva dai passeggini: un macello! Vedevo genitori che cercavano di farsi spazio tra la folla, facendo le gincane con ingombranti e pesanti passeggini, mamme che dovevano tenere in braccio i loro bimbi stanchi e irritati da tutta quella confusione e contemporaneamente spingere il passeggino....io sarei diventata matta e avrei rinunciato a girare fra gli stand!



Alcune mamme avevano il marsupio....quello classico per intenderci...che non fa assumere una postura corretta al bambino. Questi bimbi erano rivolti pancia al mondo, appesi, con le gambine distese, senza possibilità di muoversi e aggiustare la loro postura puntandosi al corpo della mamma. Senza contare gli stimoli a cui erano sottoposti: folla, rumori, luce forte......uno stress pauroso già per noi, figuriamoci per loro piccolini.


Per fortuna noi eravamo attrazzati: fascia tubolare e mei tai da alternare: mei tai per la nanna e quando Alessandro era stanco, pouch sling per il sali/scendi.

Fortunatamente c'erano anche tante mamme con la fascia o con il mei tai che portavano i loro bimbi pancia contro pancia o sulla schiena.

Anche in questi casi portare si è rivelato una manna dal cielo: ci siamo goduti la fiera, Alessandro ha fatto tutto quello che doveva fare nel mei tai: mangiare, dormire, riposarsi, guardarsi in giro alla stessa altezza della mamma senza annoiarsi e avere una visuale ridotta all'interno di un passeggino!

Per leggere altri spunti sull'utilizzo dei vari tipi di face, clicca qui
 



la nanna beato

una pausa durante la ciucciatina


mercoledì 8 settembre 2010

Mei tai e fasce portabebè: le testimonianze e le opinioni delle mamme


In questa sezione voglio riportare i messaggi, le testimonianze e le opinioni delle mamme che utilizzano il mei tai e le fasce portabebè. Per leggere gli aggiornamenti periodici clicca qui.

Vera, mamma di 4 bimbi (6 anni, due gemelle 2 anni, e ultimo di 9 mesi), ha iniziato ad utilizzare il mei tai quando il suo bimbo aveva 9 mesi:
"Il mei tai sta riscuotendo molto interesse fra le mamme..sembra quasi che arrivi da un altro mondo...sono tutte sorprese. Io ne sono pazzamente innamorata: è fantastico. Ieri e oggi (pioveva), mentre portavo le piccole a scuola, davo il biberon a Roby, mentre ero per strada sotto l'ombrello! Fantastico"


Silvia, mamma di un bimbo (9 mesi), ha cominciato ad utilizzare il mei tai da quando il suo bimbo è nato pre-termine alla 36 sett.:
" Mi sembra di sentirlo ancora nella pancia, mi rilassa molto sentire il suo respiro, soprattutto quando si sta addormentando. E' comodo quando hai la necessità di avere le mani libere, ma anche di avere vicino il tuo bimbo!"

Anna, mamma di una bimba di 11 mesi, ha cominciata ad utilizzare il mei tai dai 2 mesi:
"..tra i vantaggi, la libertà di movimento in primis, ma ora mi rendo conto che anche la mia piccola piace di più essere portata: nel passeggino è isolata dal mondo, dalle conversazioni...si annoia!!!"


Se sei anche tu una mamma portatrice e vuoi condividere la tua esperienza, lascia un commento oppure manda una mail a serenapir@yahoo.it. Il tuo parere sarà molto utile ad altre mamme che vogliono orientarsi nella scelta delle fasce e capire i benefici che ne derivano.


Per leggere le testimonianze che caricherò periodicamente, clicca qui