Periodicamente mi chiedete qualche consiglio su letture utili durante la gravidanza o nei primi anni di vita.
Per me, alcune in particolare, sono state utili e la gravidanza è stata un'occasione per riscoprire il piacere della lettura...non che prima di rimanere incinta non leggessi...ma non cosi avidamente :-))
queste sono alcune letture, alcune proposte....nulla da prendere alla lettera o da tenere sul comodino come vangelo, beninteso!
La prima proposta è questa:
Gravidanza, vita prenatale, parto:
•Leboyer F., Per una nascita senza violenza, Bompiani Milano
•Odent M., L'agricoltore e il ginecologo, Il Leone Verde
•Schimtd V., Venire al mondo e dare alla luce, Urra
•Gaskin I.M., La gioia del parto, Bonomi Milano
•Verny T.R.,Kelly, Vita segreta prima della nascita, Mondadori Milano
•A. Tomatis, La notte uterina, Red Edizioni Milano
•J.Balaskas, Y. Gordon, Avremo un bambino, Red Edizioni Milano
•J.Balaskas, Audio corso per il parto attivo, Red
•S. Kitzinger, La gioia della nascita, Bompiani Milano
•A. Rich, Nato di donna, Garzanti Milano
•A. Montagu, I nove mesi del'attesa, Longanesi Milano
•P. Maghella, V. Pola, Il dolore, Centro Studi Nascita Attiva
•V Schimdt, Il dolore del parto, Centro Studi Il Marsupio Firenze
•L. Braibanti, Parto e nascita senza violenza, Red Edizioni Novara
•D. Chamberlain, I bambini ricordano la nascita, Bonomi Pavia
•G. Mieli, Il bambino non è un elettrodomestico: gli affetti che contano per crescere, curare, educare, Urra
•W. Maurer, La prima ferita, Terra Nuova Edizioni
•T. Hogg, Il linguaggio segreto dei neonati, Mondadori
•J. Liedloff, Il concetto del continuum, Edizioni La Meridiana
•F. Renggli, L'origine della paura, Edizioni Scientifiche Magi
Buona lettura!
e il prossimo appuntamento con gli stili di maternage!
- Chi è Mammacanguro
- L'Associazione Mamma Canguro
- Corsi per imparare a Portare i Piccoli
- Istruttrice PIP
- Le mie creazioni per voi
- Mei tai per voi
- Fasce ad anelli per voi
- Fascia lunga rigida
- I miei tutorial
- Idee regalo e liste nascita
- I laboratori creativi
- Cuscino allattamento
- Giacche e soluzioni per l'inverno per portare i bimbi e per la gravidanza
- Video dimostrativi
- Contatti
Sul blog di mamma canguro potete lasciare i vostri commenti e suggerimenti...anzi siete invitati a farlo. Il vostro contributo può essere d'aiuto ad altri e sicuramente aiuta a sviluppare il confronto tra genitori su temi che riguardano i nostri figli ma anche noi stessi!! Buona lettura!!
Nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove .
Infinite cose accadono per aiutarla,
cose che altrimenti non sarebbero mai avvenute....
Qualunque cosa tu possa fare o sognare di poter fare, cominciala.
L'audacia ha in sè genio, potere e magia.
Cominciala adesso.
W. Goethe
Infinite cose accadono per aiutarla,
cose che altrimenti non sarebbero mai avvenute....
Qualunque cosa tu possa fare o sognare di poter fare, cominciala.
L'audacia ha in sè genio, potere e magia.
Cominciala adesso.
W. Goethe
Chi lavora con le sue mani è un lavoratore.
Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano.
Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un'artista.
San Francesco d'Assisi
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mercoledì 5 febbraio 2014
Letture ad alto contatto 1: gravidanza, parto, vita prenatale
mercoledì 14 agosto 2013
Portare è......
Questa sera girovagando per il Web sono incappata nel Blog ufficiale di Babywearing International e ho trovato questa semplice ma efficace definizione di Babywearing che riporto integralmente dalla pagina
Capita che i genitori passino da un supporto all'altro senza darsi il tempo di sperimentare e approfondire la pratica, ma il portare è appunto a Skill (esperienza f., pratica f., abilità f.), una competenza che si impara piuttosto che il risultato di un prodotto che si compra!
E prorpio in quanto "SKILL" presuppone, esperienza, pratica, capacità e perizia: tutti elementi che richiedono tempo, pazienza, a volte fatica.
Non è sufficiente provare un paio di volte un supporto e sentenziare "Mio figlio non ci vuole stare, non gli piace".
Forse siamo noi per primi a doverci dare più tempo, a saper attendere, a provare, sperimentare, a impratichirci.
Skill ha come traduzione anche "tecnica" e visto che tenere in braccio i bambini è universale e naturale, ma non sempre il portare lo è, almeno per noi occidentali, acquisire una buona tecnica è d'aiuto e sicuramente influenza e influisce sul percorso del portare.
In ogni caso, tecnica o meno, per chi decide di portare l'elemento propulsore è sempre il desiderio di instaurare con il proprio figlio una relazione profonda che passa attraverso il contatto.
New To Babywearing?Mi trovo assolutamente d'accordo e già lo avevo espresso qualche tempo fa in questo post: non è il supporto che fa il portare e non è necessario avere l'ultimo prodotto alla moda per portare nella maniera corretta.
What is Babywearing?"Babywearing" simply means holding or carrying a baby or young child using a cloth baby carrier. Holding babies is natural and universal; baby carriers make it easier and more comfortable, allowing parents and caregivers to hold or carry their children while attending to the daily tasks of living. Babywearing helps a new dad put a fussy newborn to sleep. It allows a new mom use both hands to make a sandwich. It lets an experienced parent or caregiver carry a baby on her back and wash the dishes, do the laundry, take a hike, or weed the garden, all while keeping the baby safe and content.Babywearing is a SkillThere are many baby carriers on the market. However, a commercial baby carrier is not necessary for babywearing. Many people use simple pieces of cloth to safely and comfortably carry their babies. Additionally, there is a learning curve with any baby product, including commercial baby carriers. Parents and caregivers often benefit from thinking of babywearing as a skill they can learn, rather than as the result of a product they can buy. Many babywearing techniques can be learned in just a few minutes. Some techniques, such as carrying a baby on your back, take more time and practice to master, but the extra effort is rewarded with liberation and increased comfort
Capita che i genitori passino da un supporto all'altro senza darsi il tempo di sperimentare e approfondire la pratica, ma il portare è appunto a Skill (esperienza f., pratica f., abilità f.), una competenza che si impara piuttosto che il risultato di un prodotto che si compra!
E prorpio in quanto "SKILL" presuppone, esperienza, pratica, capacità e perizia: tutti elementi che richiedono tempo, pazienza, a volte fatica.
Non è sufficiente provare un paio di volte un supporto e sentenziare "Mio figlio non ci vuole stare, non gli piace".
Forse siamo noi per primi a doverci dare più tempo, a saper attendere, a provare, sperimentare, a impratichirci.
Skill ha come traduzione anche "tecnica" e visto che tenere in braccio i bambini è universale e naturale, ma non sempre il portare lo è, almeno per noi occidentali, acquisire una buona tecnica è d'aiuto e sicuramente influenza e influisce sul percorso del portare.
In ogni caso, tecnica o meno, per chi decide di portare l'elemento propulsore è sempre il desiderio di instaurare con il proprio figlio una relazione profonda che passa attraverso il contatto.
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venerdì 10 agosto 2012
Portare i piccoli: la mia bibliografia del contatto
La lettura è una delle mie passioni.
E' stato proprio attraverso di lei che ho scoperto e mi sono appassionata al mondo del portare durante la gravidanza.
Fino ad allora il computer lo usavo come macchina da scrivere e di blog, forum, gruppi non ne sapevo nulla.
Le informazioni che si trovano in rete sono tantissime e disparate, ma nulla è paragonabile alla magia di immergersi in una buona lettura.
E' sempre questa che mi ha condotto a scoprire il mondo di Portare i Piccoli e la sua autrice Esther Weber.
Mano a mano che cresceva la passione, crescevano anche i libri sul portare e sul contatto: alcuni acquistati, tanti altri presi in prestito in biblioteca.
Tutte queste letture mi hanno condotto a decidere di approfondire sul campo il portare e frequentare il percorso con E. Weber e diventare istruttrice Portare i Piccoli e di conseguenza poter aiutare e accompagnare i genitori che decidono di avvicinarsi a questo mondo.
E' stata ed è una delle esperienze più belle e gratificanti in un periodo della mia vita non facile
Alcuni sono più tecnici, altri più poetici.
Con "Bonding via babycarriers" mi sono innamorata del mei tai e della sua storia
"Bebè del mondo" mi ha rapito con le sue immagini e la sua dolcezza
"Peau à peau" è scritto da una mamma di 8 figli, che grazie al portare, non solo si è avvicinata ad uno stile di maternage ad alto contatto, ma ha "ritrovato" se stessa e si è ri-messa in ascolto dei suoi bisogni.
Questi libri sono sempre in giro: in prestito, in macchina che scorrazzano da un incontro informativo all'altro, passano di mensola in mensola, di stanza in stanza, di borsa in borsa...non poteva che esser così per dei libri che parlano di "portare"...
E' stato proprio attraverso di lei che ho scoperto e mi sono appassionata al mondo del portare durante la gravidanza.
Fino ad allora il computer lo usavo come macchina da scrivere e di blog, forum, gruppi non ne sapevo nulla.
Le informazioni che si trovano in rete sono tantissime e disparate, ma nulla è paragonabile alla magia di immergersi in una buona lettura.
E' sempre questa che mi ha condotto a scoprire il mondo di Portare i Piccoli e la sua autrice Esther Weber.
Mano a mano che cresceva la passione, crescevano anche i libri sul portare e sul contatto: alcuni acquistati, tanti altri presi in prestito in biblioteca.
Tutte queste letture mi hanno condotto a decidere di approfondire sul campo il portare e frequentare il percorso con E. Weber e diventare istruttrice Portare i Piccoli e di conseguenza poter aiutare e accompagnare i genitori che decidono di avvicinarsi a questo mondo.
E' stata ed è una delle esperienze più belle e gratificanti in un periodo della mia vita non facile
Alcuni sono più tecnici, altri più poetici.
Con "Bonding via babycarriers" mi sono innamorata del mei tai e della sua storia
"Bebè del mondo" mi ha rapito con le sue immagini e la sua dolcezza
"Peau à peau" è scritto da una mamma di 8 figli, che grazie al portare, non solo si è avvicinata ad uno stile di maternage ad alto contatto, ma ha "ritrovato" se stessa e si è ri-messa in ascolto dei suoi bisogni.
Questi libri sono sempre in giro: in prestito, in macchina che scorrazzano da un incontro informativo all'altro, passano di mensola in mensola, di stanza in stanza, di borsa in borsa...non poteva che esser così per dei libri che parlano di "portare"...
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martedì 20 luglio 2010
Kangaroo Mother Care, il "metodo canguro" e l'allattamento
Nel numero 89 di "Da mamma a mamma" il bollettino della Lega del Latte, compare un interessante articolo di Sally Myer dal titolo "La mamma canguro: facilitare la transizione del bambino nel mondo".
Questo interessante articolo descrive gli elementi fondanti del "metodo canguro":
- contatto pelle a pelle mamma-bambino,
- l'allattamento esclusivo
- la riduzione o meglio l'eliminazione della separazione mamma bambino
Nell'articolo, si parla di Marsupioterapia, non solo come pratica nata per facilitare la sopravvivenza dei neonati prematuri, ma di pratica da applicare a tutti i neonati per i vantaggi che ne derivano. Queste affermazioni vengono fatte sulla base di studi scientifici e in particolare si fa riferimento a uno dei maggiori studiosi e "applicatori" di questo metodo: il Dott. Nils Bergman.L'importanza e i vantaggi che derivano dall'applicazione di questo metodo, non solo per i prematuri, ma anche per i neonati a termini è suffragata da diversi studi. E' stato dimostrato che l'applicazione della canguro terapia, quindi portarsi addosso il proprio bambino, ha aumentato:
- il numero di allattamenti al seno
- di allattamenti esclusivi
- e la durata dell'allattametno
L'articolo prosegue elencando le ragioni, sostenute da studi e ricerche mediche, per cui la KMC contribuisce al successo dell'allattamento:
1- le madri coinvolte nella KMC mostrano sentimenti più positivi nei confronti dei prori bambini
2- la KMC facilita poppate frequenti
3- la maggior stabilità fisiologica fornita dalla KMC fa si che il bambino abbia più energia disponibile da dedicare all'allattamento al seno
4-il maggior coinvolgimento della madre nel prendersi cura del bambino, ato la KMC, la aiuta a conoscerlo meglio nella sua unicità, e a riconoscere i suoi segnali di fame, sofferenza e stanchezza.
5- la KMC rafforza nella madre la sensazione di essere importante per il prorpio bambino
Inoltre, sia che il bambino sia allattato al seno o con il biberon, la KMC contribuisce a creare una relazione piu positiva tra madre e fliglio, favorendo il processo di attaccamento.
Favorendo quindi l'avvio della relazione, migliorando il tasso di allattamento, aumentando l'autostima nel genitore, la fiducia nelle sue competenze e capacità, si contribuisce a migliorare la salute di figli e genitori, sotto tutti i punti di vista.
La lega del latte pubblica in italiano il dvd del Dott. Bergman, Kangoroo Mother Care.
Per ulteriori info sulla Marsupioterapia potete visitare il sito Piccoli Passi Prematuri che dedica una sezione specifica e approfondita a questa pratrica.
Sul sito Contatto Continuo puoi trovare la traduzione italiana, a cura di Grazia De Fiore (autrice di Contatto continuo. Portare i bambini come e perchè) di un intervento del Dottor Nils Bergman pubblicato in Les dossiers de l’allaitement, Hors-Série 2005 (La Leche League France) dal titolo Il contatto pelle a pelle
Sui benefici del babywearing in relazione all'allattamento clicca qui.
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mercoledì 10 marzo 2010
Dieci motivi per portare il vostro bambino

Grazia de Fiore, nel suo libro "Portare i bambini", riassume i vantaggi del portare i propri figli a contatto in "10 motivi per portare il vostro bambino":
- offrire il luogo ideale per un neonato
- ridurre il pianto del bambino
- migliorare lo sviluppo fisico
- favorire un miglior sviluppo corporeo
- migliora la comunicazione
- offrire sicurezza
- rinforza la fiducia in sè del genitore
- rinforza l'autostima del bambino
- è conveniente
- economico e divertente
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sabato 27 febbraio 2010
Contatto continuo
"Portare i bambini-contatto continuo, come e perchè" è un libro di Grazia De Fiore, ingegnere urbanista, che dopo aver sperimentato "il portare" con i suoi figli, nel 2000 ha fondato l'associazione Contatto Continuo. E' consulente della Leche League e consulente profossionale in allattamento materno IBCLC.
Il libro, corrlato di dvd, risponde in maniera chiara e semplice ai quesiti di ogni genitore che si avvicina alla pratica del portare, come per esempio da che momento si può cominciare a portare il bambino e per quanto tempo, ci si domanda se ascoltare i bisogni del nenato equivalga a viziarlo, come vestirsi quando si porta, come potare i bambini più grandi.
Grazia De Fiore prende in considerazione vari tipi di supporto, mostra le posizioni effettuabili tramite dei bei disegni in bianco e nero e dà anche alcune indicazioni per realizzare da sè le fasce portabebè.
Una sezione è dedicata a "Casi particolari", dove l'autrice parla di portare correlato a casi di gemelli, di prematuri, di neonati piccoli per l'età gestazionale, di neonati con problemi di reflusso gastro-esofageo fisiologico, di ittero fisiologico, di displasia alle anche, di neonati affetti dalla sindrome di Down, parla dei benifici effetti su bambini autistici, riporta la testimonianza di genitori portatori di handicap, dimostra come il contatto continuo aiuti a recuperare problemi dall'allattamento e come aiuti a creare un'intesa madre-bambino quando allattare non sia stato possibile.
In merito alla paura dei genitori di "viziare" i loro piccoli tenendoli troppo in braccio, Grazie De Fiore, citando fra gli altri Jesper Juul,si esprime in questi termini: "Riconoscere i bisogni di un bambino fa sì che egli si senta amato, approvato e lo aiuta a sviluppare l'autostima (...) e un atteggiamento di fiducia sia verso le persone che si occupano di lui che verso l'ambiene che lo circonda. Chiamare vizio un bisogno significa non conoscere i bisogni di un nenato e non sapere cosa significa vizio.
Nell'introduzione al libro, Piera Maghella, fondatrice di MIPA movimento internazionale parto attivo, scrive: "Sono sempre più consapevole che le radici di molte difficoltà, incapacità, dinamiche, disagi, tendenze, dipendenze, depresiioni, emozioni ed azioni negative verso se stessi e gli altri, che gli adulti vivono, risiedono nei primissimi mesi ed anni di vita e nella mancanza di contenimento, di coccole, di compagnia fisica ed emotiva, di una sana dimostrazione d'amore, di una buona comunicazione. Noi viviamo nella cultura della separazione, della paura con un'educazione distruttiva che crea aggressività, competizione e manipolazione, che porta alla costante ricerca del perduto soddisfacimento primale." Conclude la prefazione, consigliando il libro a genitori, operatori del settore ed educatori perchè "possano capire che per avere un bambino sicuro ed autonomo deve fare il pieno di contatto."
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mercoledì 17 febbraio 2010
Vaschetta primo bagnettoTummy Tub
Non è sicuramente tra gli oggetti indispensabili per il corredino di un neonato, ma volendo scegliere tra i vari tipi di vaschette in commercio, questa è moto carina e comoda. In più tenta di simulare l'utero materno: il bimbo è contenuto, rannicchiato in posizione fetale, avvolto dall'acqua calda.
L'alternativa, la più economica e la più gradita anche dal bimbo, è quella di fare il bagno insieme al proprio cucciolo! Io ho sempre fatto cosi, fino a quando un'amica mi ha prestato la vaschetta: se avete poco tempo è indubbiamente comoda.
L'alternativa, la più economica e la più gradita anche dal bimbo, è quella di fare il bagno insieme al proprio cucciolo! Io ho sempre fatto cosi, fino a quando un'amica mi ha prestato la vaschetta: se avete poco tempo è indubbiamente comoda.
Se volete rilassarvi potete fare un massaggio al vostro piccolino e poi immergervi con lui in un caldo bagno: può essere che, grazie ai benefici effetti del massaggio, dell'acqua calda, del contatto con il vostro corpo, il bimbo si addormenti beato!
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venerdì 12 febbraio 2010
La teoria dell'attaccamento
Nel blog di Spazio Neomamma, trovate le date degli incontri tenuti da Don Belotti a Nembro.
Don Belotti, psicologo e psicoterapeuta, si rifà alla teoria dell'attaccamento elaborata da John Bowlby, psicanalista inglese.
Bowlby sostiene che lo stile di attaccamento che un bambino svilupperà dalla nascita in poi dipende in grande misura dal modo in cui i genitori, o altre figure parentali, lo trattano. In base a tale interazione si strutturerà uno dei seguenti stili attaccamento:
- Attaccamento Sicuro: avviene nei primi 18 mesi di vita. Il bambino ha fiducia nella disponibilità, nella presenza della figura di riferimento. In tal modo si sente libero di poter esplorare il mondo. Tale stile è promosso da una figura sensibile ai segnali del bambino, disponibile, pronta a dargli protezione nel momento in cui il bambino lo richiede, che risponde prontamente ai suoi bisoni primari di calore, nutrizione , contenimento, contatto. Da qui l'importanza del "portare".
I tratti che caratterizzano questo stile sono: sicurezza nell’esplorazione del mondo, convinzione di essere amabile, capacità di sopportare distacchi prolungati, nessun timore di abbandono, fiducia nelle proprie capacità e in quelle degli altri, Sé positivo e affidabile, altro positivo e affidabile. L’emozione predominante è la gioia.
- Attaccamento Insicuro Evitante: questo stile è caratterizzato dalla convinzione del bambino che, alla richiesta d’aiuto, non solo non incontrerà la disponibilità della figura di attaccamento, ma addirittura verrà rifiutato da questa. Così facendo, il bambino costruisce le proprie esperienze facendo esclusivo affidamento su se stesso, senza l’amore ed il sostegno degli altri, ricercando l’autosufficienza anche sul piano emotivo, con la possibilità di arrivare a costruire un falso Sé.
- Attaccamento insicuro Ansioso Ambivalente: non vi è nell’individuo la certezza che la figura di attaccamento sia disponibile a rispondere ad una richiesta d’aiuto. Per questo motivo l’esplorazione del mondo è incerta, esitante, connotata da ansia ed il bambino è inclina all’angoscia da separazione. Questo stile è promosso da una figura che è disponibile in alcune occasioni ma non in altre e da frequenti separazioni, se non addirittura da minacce di abbandono, usate come mezzo coercitivo.
I tratti che maggiormente caratterizzano questo stile sono: insicurezza nell’esplorazione del mondo, convinzione di non essere amabile, incapacità di sopportare distacchi prolungati, ansia di abbandono, sfiducia nelle proprie capacità e fiducia nelle capacità degli altri, Sé negativo e inaffidabile (a causa della sfiducia verso di lui che attribuisce alla figura di attaccamento), Altro positivo e affidabile. L’emozione predominante è la colpa.
Per poter crescere sicuro e indipendente, il bambino ha bisogno della "base sicura", di cui parlano Bowlby e Mary Ainsworth. E questa "base sicura" può essere fornita al bambino attraverso uno stile di maternage attento a rispondere ai bisogni primari del bambino.
Anche Elena Balsamo, nel suo libro "Sono qui con te", sostiene che la salute del bambino poggia su quattro pilastri fondamentali, che a loro volta si declinano su quattro elementi:
- una buona vita prenatale (sintonia, stile di vita sano, contenimento, consapevolezza)
- una buona nascita (intimità, non interferenza, cooperaione, accoglienza)
- un buon maternage (allattamento, massaggio, baby-carrying, co-sleeping)
- una buona educazione (amore incondizionato, fiducia, libertà, rispetto)
Questi "pilastri" offrono la possibilità di creare la base sicura di cui un bambino ha bisogno per il suo sviluppo emotivo, psico-sociale.
Don Belotti, psicologo e psicoterapeuta, si rifà alla teoria dell'attaccamento elaborata da John Bowlby, psicanalista inglese.
Bowlby sostiene che lo stile di attaccamento che un bambino svilupperà dalla nascita in poi dipende in grande misura dal modo in cui i genitori, o altre figure parentali, lo trattano. In base a tale interazione si strutturerà uno dei seguenti stili attaccamento:
- Attaccamento Sicuro: avviene nei primi 18 mesi di vita. Il bambino ha fiducia nella disponibilità, nella presenza della figura di riferimento. In tal modo si sente libero di poter esplorare il mondo. Tale stile è promosso da una figura sensibile ai segnali del bambino, disponibile, pronta a dargli protezione nel momento in cui il bambino lo richiede, che risponde prontamente ai suoi bisoni primari di calore, nutrizione , contenimento, contatto. Da qui l'importanza del "portare".
I tratti che caratterizzano questo stile sono: sicurezza nell’esplorazione del mondo, convinzione di essere amabile, capacità di sopportare distacchi prolungati, nessun timore di abbandono, fiducia nelle proprie capacità e in quelle degli altri, Sé positivo e affidabile, altro positivo e affidabile. L’emozione predominante è la gioia.
- Attaccamento Insicuro Evitante: questo stile è caratterizzato dalla convinzione del bambino che, alla richiesta d’aiuto, non solo non incontrerà la disponibilità della figura di attaccamento, ma addirittura verrà rifiutato da questa. Così facendo, il bambino costruisce le proprie esperienze facendo esclusivo affidamento su se stesso, senza l’amore ed il sostegno degli altri, ricercando l’autosufficienza anche sul piano emotivo, con la possibilità di arrivare a costruire un falso Sé.
- Attaccamento insicuro Ansioso Ambivalente: non vi è nell’individuo la certezza che la figura di attaccamento sia disponibile a rispondere ad una richiesta d’aiuto. Per questo motivo l’esplorazione del mondo è incerta, esitante, connotata da ansia ed il bambino è inclina all’angoscia da separazione. Questo stile è promosso da una figura che è disponibile in alcune occasioni ma non in altre e da frequenti separazioni, se non addirittura da minacce di abbandono, usate come mezzo coercitivo.
I tratti che maggiormente caratterizzano questo stile sono: insicurezza nell’esplorazione del mondo, convinzione di non essere amabile, incapacità di sopportare distacchi prolungati, ansia di abbandono, sfiducia nelle proprie capacità e fiducia nelle capacità degli altri, Sé negativo e inaffidabile (a causa della sfiducia verso di lui che attribuisce alla figura di attaccamento), Altro positivo e affidabile. L’emozione predominante è la colpa.
Per poter crescere sicuro e indipendente, il bambino ha bisogno della "base sicura", di cui parlano Bowlby e Mary Ainsworth. E questa "base sicura" può essere fornita al bambino attraverso uno stile di maternage attento a rispondere ai bisogni primari del bambino.
Anche Elena Balsamo, nel suo libro "Sono qui con te", sostiene che la salute del bambino poggia su quattro pilastri fondamentali, che a loro volta si declinano su quattro elementi:
- una buona vita prenatale (sintonia, stile di vita sano, contenimento, consapevolezza)
- una buona nascita (intimità, non interferenza, cooperaione, accoglienza)
- un buon maternage (allattamento, massaggio, baby-carrying, co-sleeping)
- una buona educazione (amore incondizionato, fiducia, libertà, rispetto)
Questi "pilastri" offrono la possibilità di creare la base sicura di cui un bambino ha bisogno per il suo sviluppo emotivo, psico-sociale.
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domenica 24 gennaio 2010
Mei tai: contatto pelle a pelle

Come dicevo in altri post, la marsupio terapia, scoperta negli anni '70 a Bogota, prevede di appoggiare il neonato prematuro sul petto nudo del genitore, che funge da sostituto della culla termica.
Questo metodo ha permesso di salvare molti bimbi, soprattutto in quegli ospedali che non avevano a disposizione sufficienti incubatrici. Se volete approfondire l'argomento potete leggere: "Una mamma canguro" di Nathalie Charpak Red Edizioni.
Questa modalità di contatto può essere sperimentata anche in assenza di problematiche legate a parti prematuri. Può essere adottata per ripristinare quel legame fisico tra mamma e bambino, quasi a ricreare le condizioni di quando il bimbo era nella pancia: contatto pelle a pelle totale.
A volte, ancora adesso che Alessandro ha quasi 6 mesi, dopo il bagno, lo lascio solo con il pannolino e lo metto nel mei tai, posizione rannicchiata, sul mio petto nudo. E' una sensazione piacevole per entrambi. L'effetto del bagno, il contatto con la mamma, la possibilità di nutrirsi liberamente, hanno un effetto benefico e calmante sul bambino,che, il più delle volte, si addormenta profondamente.
Vi consiglio di provare questa posizione se il vostro bimbo ha le coliche: il contatto con la vostra pancia, il calore, il contenimento, lo aiuteranno a rilassarsi.
Potete sperimentare questa posizione sia con il mei tai che con la fascia lunga.
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lunedì 4 gennaio 2010
Bambino naturale: Tutte le mamme hanno il latte

Quando sono rimasta incinta, la mia speranza era quella di poter allattare….ero preoccupata che non potessi avere latte o che il mio latte non fosse sufficientemente nutriente per il mio bambino…ma per quale motivo avevo queste preoccupazioni?!!
Fin da piccole siamo abituate a giocare con le bambole e a dar loro il biberon come fosse la normalità, noi stesse molto probabilmente siamo state allattate artificialmente (a mia mamma, per esempio quando avevo tre mesi, il pediatra ha detto che il suo latte non era nutriente e che doveva smettere di allattare, nonostante io crescessi benissimo), in televisione le pubblicità ci mostrano bambini paffuti cresciuti a latte artificiale e omogeneizzati, spesso nemmeno gli addetti ai lavori e in particolare alcuni pediatri sono sufficientemente informati sull’importanza di un allattamento materno prolungato, nelle riviste dedicate alle mamme (comprese quelle di cui veniamo omaggiate in ospedale), troneggiano pubblicità di ogni marca di latte artificiale, insomma veniamo inconsciamente influenzate e non siamo certo consapevoli delle nostre potenzialità e di ciò che la natura ci ha fornito:
ALLATTARE E’ NATURALE così come camminare!!!! Pensate che addirittura le madri adottive, se determinate, sono in grado di farsi venire il latte! Non avete mai sentito di gattini abbandonati allattati da un cane? Questa è la natura e solo condizionamenti esterni possono compromettere una delle esperienze più gratificanti e ricche di significato della vita di una donna!
Come dice nel suo libro "Il bambino non è un elettrodomestico", Giuliana Mieli, oltre agli indiscussi vantaggi nutrizionali (il latte materno è specie-specifico), allattare permette di ricostituire quell’unità che fisicamente si è sciolta con il parto, permette di creare un’intimità tra madre e figlio che non ha eguali.
Il cibo diventa allora nutrimento fisico e affettivo: latte come trasmissione dell’amore materno. E’ impossibile allora stabilire rigidi orari: cosi come durante la gravidanza è il corpo della mamma che si adatta per contenere il bambino, così, una volta nato, è la mamma che deve adattarsi alle esigenze del suo bimbo, accettando e soddisfacendo le sue necessità.
La preoccupazione del viziare, rispondendo prontamente alle richieste di un esserino che dipende totalmente da noi, così strenuamente portata avanti da nonne, suocere, vicine, conoscenti, amiche ed esperti non ha alcun fondamento riferita ai neonati.
E’ legittima se venisse applicata ai veri bambini viziati, più grandi, ai quali non si è in grado di dire di no di fronte a richieste spesso inadatte alla loro età: parlo di ore davanti alla televisione, al telefonino, ai video giochi ,al cibo…
Ad ogni poppata, il bambino ritrova il calore della sua mamma , il contenimento, l’odore, il contatto. In una parola tutta la sicurezza di cui ha bisogno, la certezza di ritrovare la presenza che lo nutre, lo consola, lo coccola. Perché ricordiamoci che accanto alla suzione finalizzata al nutrimento fisico del bambino, c’è quella non nutritiva caratterizzata da contatto con la madre, dal calore trasmesso, dal senso di protezione.
A questo proposito è famoso l’esperimento di Harlow sui piccoli di scimmie. Harlow si propose di misurare due variabili: la variabile del contatto e la variabile del nutrimento. Egli costruì un surrogato di scimmia utilizzando un tessuto spugnoso contenente una lampadina che trasmetteva calore. Il secondo surrogato era invece costituito da una rete metallica fornita di seno artificiale pronto a sfamare in ogni momento i piccoli. Harlow misurò il tempo trascorso dai piccoli lattanti con il surrogato metallico che erogava latte e con il surrogato che invece trasmetteva calore. L’esperimento dimostrò che la variabile del contatto è una variabile straordinariamente importante nello sviluppo delle relazioni affettive, mentre l’allattamento è una varibile trascurabile. Da qui si può dedurre che la funzione dell’allattamento, in quanto variabile affettiva, è quella di garantire frequenti e intimi contatti corporei del piccolo con la madre.
Da questo esperimento emerge chiaramente la conclusione che i lattanti attaccati al seno materno soddisfano contemporaneamente sia il bisogno nutritivo che, cosa ancor più importante, il bisogno di contatto. Entrambi i bisogni sono vitali e fondamentali per lo sviluppo psicofisico dei bambini. Possono essere soddisfatti separatamente, ma mai uno in alternativa all’altro.
Per i bambini che hanno sperimentato e goduto di questa fusione con la mamma, sarà più facile separarsi e acquisire la loro autonomia.
Allattare, non allattare o smettere di allattare resta una scelta insindacabile della mamma purchè sia consapevole e informata, e non basata su pregiudizi, credenze, condizionamenti, cattiva informazione, mancato supporto.
Diversa la situazione di chi invece deve rientrare al lavoro e si vede in qualche modo costretto a rinunciare in parte all’allattamento (a meno che abbai il tempo e la voglia di sottoporsi a estenuanti sedute di tiraggio del latte…fattibile ma con molta molta determinazione).
In questo senso gli enti, le associazioni che promuovono l’allattamento prolungato dovrebbero sostenere allo stesso modo e sensibilizzare i governi sulla necessità della donna di poter svolgere la sua fondamentale funzione di madre almeno nei primi anni di vita dei figli.
Allego qui a fianco le raccomandazione della Comunità Europea sull’alimentazione dei lattanti e dei banbini fino a tre anni e la lista degli Ospedali Amici dei Bambini che promuovono il legame mamma-bimbo e l’allattamento al seno.
In tema di allattamento vi consiglio di leggere "Tutte le mamma hanno il latte" di Paola Negri, della stessa autrice "Sapore di mamma". Un altro libro molto bello è "Un dono per tutta la vita" del pediatra spagnolo Gonzales.
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